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Tintoretto e la Genesi, le Gallerie dell’Accademia riuniscono un capolavoro ritrovato

Restauro, ricerca e capolavori ritrovati, Tintoretto racconta la Genesi a Venezia

Tintoretto e la Genesi, le Gallerie dell’Accademia riuniscono un capolavoro ritrovato

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Quattro tele, un’unica visione, la Genesi di Tintoretto tra arte e scienza

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia aprono le porte a un progetto espositivo di grande rilievo dedicato a Jacopo Tintoretto, riportando al centro dell’attenzione uno dei cicli pittorici più affascinanti del Cinquecento veneziano. La mostra “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, visitabile dall’11 febbraio al 7 giugno, propone al pubblico un racconto che intreccia arte, indagine scientifica e restauro.

Il ritorno di un ciclo storico nelle sale del museo

Al centro dell’esposizione c’è il ciclo delle Storie della Genesi, realizzato da Jacopo Tintoretto intorno alla metà del Cinquecento per la Scuola della Santissima Trinità. Dopo una lunga dispersione avvenuta all’inizio dell’Ottocento, le tele tornano finalmente a dialogare tra loro, restituendo al visitatore una visione unitaria di un progetto concepito come racconto continuo.

Quattro tele, una riunione eccezionale

La mostra riunisce La creazione degli animali, Il peccato originale e Caino uccide Abele, oggi conservate alle Gallerie dell’Accademia, insieme ad Adamo ed Eva davanti all’Eterno, concesso in prestito straordinario dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze. È la prima volta, dopo oltre due secoli, che l’intero ciclo viene ricomposto, offrendo una lettura completa del progetto narrativo ideato dal pittore.

Un restauro che cambia lo sguardo

L’esposizione rappresenta il punto di arrivo di un lungo e accurato intervento di restauro, condotto tra febbraio 2024 e gennaio 2025 dalla restauratrice Claudia Vittori. Il lavoro, realizzato in occasione della mostra americana “Tintoretto’s Genesis” al Cincinnati Art Museum, ha permesso di rimuovere patine e vernici alterate dal tempo, restituendo alle tele una nuova luminosità e rivelando dettagli fino ad oggi poco leggibili.

Il paesaggio come protagonista inatteso

Tra gli aspetti più sorprendenti emersi dal restauro c’è il ruolo centrale del paesaggio naturale. Per la prima volta nella produzione di Tintoretto, la natura non è semplice sfondo ma elemento narrativo autonomo, capace di dialogare con le figure e di rafforzare il significato simbolico delle scene tratte dalla Genesi.

Dentro il laboratorio dell’artista

Il percorso espositivo, curato da Roberta Battaglia e Cristiana Sburlino, con il coordinamento tecnico di Maria Antonietta De Vivo, guida il visitatore all’interno del metodo di lavoro del pittore. Le indagini diagnostiche hanno messo in luce l’uso di un unico grande supporto tessile per le tre tele, la presenza di disegni preparatori a carboncino e a pennello e le numerose modifiche compositive introdotte direttamente durante l’esecuzione.

Video e contesto storico

A completare la mostra, un video in sala ricostruisce l’ambiente originario della Scuola della Santissima Trinità, un tempo situata nell’area dell’attuale Dogana de Mar. Il racconto visivo approfondisce ulteriormente la tecnica esecutiva e le fasi del restauro, offrendo strumenti utili per comprendere il contesto storico e artistico in cui nacque il ciclo.


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30 Gennaio 2026
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