Non è una semplice esposizione, ma un tempo straordinario di preghiera e memoria. Nella Basilica Papale di San Francesco ad Assisi è iniziata l’ostensione pubblica e prolungata delle spoglie di San Francesco d’Assisi, nel cammino che conduce all’ottavo centenario della sua morte, avvenuta nel 1226. Un evento che unisce storia, fede e identità spirituale.
Un mese di preghiera davanti al Poverello
Fino al 22 marzo fedeli e pellegrini potranno sostare nella chiesa Inferiore, davanti alla teca collocata ai piedi dell’altare. L’atmosfera è quella del raccoglimento: silenzio, attesa, contemplazione. Non un gesto celebrativo formale, ma un invito a fermarsi davanti a un corpo che parla ancora, a distanza di otto secoli.
L’estumulazione e la traslazione, un rito solenne
La giornata inaugurale è stata segnata dall’estumulazione dei resti dal sarcofago nella cripta, alla presenza dei frati della comunità. Nel pomeriggio la celebrazione della traslazione e dei vespri è stata presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, legato pontificio per le Basiliche papali di Assisi. Nell’omelia ha definito l’ostensione “un evento di grazia straordinaria”, non un gesto nostalgico ma un richiamo concreto al presente.
Il silenzio che amplifica l’incontro
Prima dell’ingresso dei pellegrini, anche i giornalisti hanno potuto attraversare il Sacro Convento di Assisi lungo un percorso normalmente non accessibile. L’ingresso nella Basilica produce un impatto profondo: il silenzio amplifica l’emozione, trasformando la visita in esperienza interiore. Davanti alle spoglie del Santo degli ultimi, lo spazio sembra dilatarsi.
Un corpo consumato, segno di una vita radicale
Nella teca sono visibili le ossa, segnate dal tempo. Fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazioni, ha spiegato che sono “consumate” perché Francesco non si è risparmiato nella sua vita di povertà e servizio. Il cranio appare particolarmente segnato, anche a causa delle riesumazioni avvenute nei secoli. Quel corpo, secondo il custode fra Marco Moroni, è una “predica silenziosa”, testimonianza concreta di una fede vissuta fino in fondo.
Una fede corporea e un invito alla conversione
Fra Moroni ha ricordato che la fede cristiana è una fede incarnata, non astratta. L’ostensione diventa così un’icona quaresimale, un richiamo all’essenziale del Vangelo. Non un culto della reliquia, ma un invito alla conversione personale, alla radicalità evangelica che ha segnato la vita del Poverello di Assisi.
Numeri imponenti e organizzazione straordinaria
L’iniziativa, autorizzata e benedetta dal Santo Padre, ha già registrato quasi 400 mila prenotazioni. Gli accessi avvengono solo su registrazione per motivi di sicurezza, con una previsione fino a 15-16 mila presenze nei giorni feriali e circa 20 mila nei fine settimana. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di “emozione e responsabilità”, ricordando la legge regionale dedicata all’Ottocentenario, con uno stanziamento di 2,5 milioni di euro e la realizzazione di un hospice pediatrico come opera simbolica.
Per Assisi si apre così un mese intenso, fatto di accoglienza e spiritualità. Davanti alle ossa di San Francesco d’Assisi, nel silenzio della Basilica, prende forma un incontro diretto con una testimonianza che continua a interrogare il presente.
22 Febbraio 2026
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