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Roma Futura racconta la moda sostenibile dei giovani designer del Lazio

Al Museo Etrusco di Villa Giulia i talenti under 35 ripensano fashion e design con materiali innovativi e riuso creativo

Roma Futura racconta la moda sostenibile dei giovani designer del Lazio

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Roma Futura valorizza 19 giovani designer del Lazio tra moda sostenibile, artigianato digitale e nuove visioni creative

Nel cuore del Museo Etrusco di Villa Giulia, luogo simbolico della storia e dell’arte italiana, la mostra internazionale Roma Futura ha portato in primo piano il lavoro di 19 designer under 35 del Lazio. Un percorso espositivo dedicato alla moda, al design e alla capacità dei nuovi talenti di trasformare un’idea creativa in un progetto con potenzialità di mercato.

L’iniziativa, promossa dalla Regione Lazio, è stata ideata e curata da Stefano Dominella in collaborazione con Unindustria, sezione Moda, Design e Arredo. Il progetto nasce con un obiettivo preciso, accompagnare giovani creativi in un percorso che non si limiti all’espressione artistica, ma che includa anche visione imprenditoriale, sostenibilità e innovazione.

Un laboratorio per valorizzare i giovani talenti

Roma Futura si presenta come un laboratorio di creazione di impresa, pensato per favorire l’incontro tra ricerca stilistica, competenze tecniche e mercato internazionale. I protagonisti sono designer che guardano alla moda non solo come estetica, ma come sistema produttivo da ripensare attraverso materiali innovativi, processi più sostenibili e nuove tecnologie.

Secondo Stefano Dominella, il valore dell’iniziativa è proprio nella capacità dei partecipanti di unire creatività e managerialità. Un passaggio importante, soprattutto in un settore nel quale il talento ha bisogno di strumenti concreti per diventare progetto, prodotto e, possibilmente, impresa.

Moda sostenibile e abiti che cambiano nel tempo

Tra i progetti esposti si distingue Metamorphik di Katia Di Pietro, una proposta che lavora sul concetto di abito modulare. L’idea è quella di creare un capo capace di adattarsi a più taglie e di trasformarsi nel tempo, allungando così il proprio ciclo di vita.

Il progetto unisce artigianato e tecnologia, con l’impiego del taglio laser nella fase digitale e una realizzazione manuale che mantiene forte il valore del lavoro sartoriale. In questo caso la sostenibilità non è soltanto una parola chiave, ma diventa una scelta concreta, collegata alla durata del prodotto e alla riduzione dello spreco.

Echoes of Data e la nuova vita degli oggetti tecnologici

Particolare attenzione merita Echoes of Data, progetto dell’architetta Ludovica Cirillo, fondatrice del marchio byLUDO, specializzato nel riuso creativo di materiali tecnologici. L’opera è una collana statement realizzata con tasti di tastiera, fili elettrici recuperati e basi prodotte con stampa 3D a resina, utilizzando bio-resina vegetale.

Il risultato è un gioiello contemporaneo che trasforma frammenti di tecnologia in una trama visiva fatta di connessioni, memoria digitale e percorsi invisibili. I tasti e i cavi, elementi destinati spesso a diventare rifiuto elettronico, vengono ricomposti in una struttura artigianale che suggerisce reti neurali, flussi di dati e legami tra passato e presente.

Dal cinema alla memoria digitale

L’ispirazione dichiarata da Ludovica Cirillo arriva anche dal cinema. L’architetta ha richiamato il corpetto indossato dalla figura della “maga” nel film cult “La morte ti fa bella” di Robert Zemeckis, con Meryl Streep e Isabella Rossellini. Un riferimento che aggiunge al progetto una dimensione narrativa, legata al desiderio di conservare, trasformare e rinnovare.

L’opera riflette sul tempo e sulla possibilità di restituire valore a ciò che sembra superato. In questa prospettiva, il riuso non è solo una pratica ecologica, ma anche un gesto culturale. Oggetti ormai obsoleti vengono sottratti all’estinzione e riportati al centro della scena attraverso il linguaggio del design.

Borse scultoree tra forme organiche e stampa 3D

Un altro progetto significativo è Aether Collection di Chiara Faustini, dedicato a borse scultoree ispirate a morfologie organiche e strutture artificiali. La ricerca formale dialoga con la tecnologia, grazie all’uso di componenti realizzate in 3D.

Questa tecnica consente microproduzioni su richiesta, riducendo gli sprechi e rendendo il processo più flessibile. Allo stesso tempo, la manifattura tessile artigianale resta presente negli inserti morbidi interni, creando un equilibrio tra sperimentazione digitale e cura manuale del dettaglio.

Il futuro della moda italiana passa dai nuovi linguaggi

La mostra Roma Futura offre uno sguardo interessante su una generazione di creativi che affronta la moda con strumenti diversi rispetto al passato. Sostenibilità, artigianato digitale, riuso dei materiali e produzione responsabile diventano elementi centrali di una nuova idea di design.

Guardare a questi progetti significa osservare una possibile evoluzione della moda italiana. Non solo memoria, tradizione e grandi nomi già affermati, ma anche giovani designer capaci di proporre linguaggi nuovi e modelli produttivi più attenti al presente. Il mercato internazionale, del resto, sembra sempre più interessato a proposte che sappiano unire identità, ricerca e responsabilità.


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03 Luglio 2026
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