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Ostia antica esce dai depositi e incontra Roma

Arte fuori dal museo trasforma gli hotel romani in spazi culturali dove la storia imperiale incontra i viaggiatori

Ostia antica esce dai depositi e incontra Roma

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Tre opere di Ostia antica restaurate tornano visibili a Roma nelle hall di tre storici alberghi della Capitale

Ci sono opere d’arte che per anni restano lontane dagli sguardi, custodite nei depositi, protette ma invisibili. Poi arriva il momento in cui tornano a raccontarsi. È quanto accade a tre reperti di età imperiale provenienti dal Parco archeologico di Ostia antica, restaurati e finalmente riportati davanti al pubblico grazie a un progetto che unisce tutela, ospitalità e valorizzazione culturale nel cuore di Roma.

Un progetto che riporta l’arte tra le persone

Dopo i riscontri positivi ottenuti nella precedente edizione, torna nella Capitale Arte Fuori dal Museo, iniziativa nata con l’obiettivo di rendere accessibili opere di grande valore che, fino a oggi, non erano mai state esposte. Si tratta di reperti rimasti per decenni nei depositi museali e che adesso, grazie a un percorso di recupero e restauro, possono essere osservati da vicino anche da un pubblico non abituale.

Ostia antica va in città

Il progetto prende forma attraverso l’iniziativa Ostia antica va in città, promossa da Federalberghi Lazio insieme alla non profit LoveItaly Ets, alla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e a Fondazione Roma. Le opere trovano spazio nelle hall di tre alberghi romani, il Diana, l’Universo e lo Scalinata di Spagna, trasformando luoghi di passaggio e accoglienza in punti di incontro con la storia antica.

Gli hotel diventano piccoli musei diffusi

L’aspetto più interessante dell’iniziativa è che non si limita a esporre opere in contesti insoliti. Gli alberghi coinvolti hanno infatti contribuito concretamente al restauro dei reperti, sostenendo un’operazione che restituisce visibilità a beni rimasti a lungo esclusi dai percorsi espositivi tradizionali. In questo modo, l’ospitalità dialoga con la cultura e gli hotel diventano una sorta di museo diffuso, capace di sorprendere viaggiatori, turisti e cittadini.

Tre reperti del II secolo d.C.

Nelle teche allestite all’interno delle strutture aderenti al Comitato Alberghi Storici di Roma compaiono tre opere datate al II secolo d.C., due teste marmoree femminili e un affresco raffigurante una divinità. Si tratta di testimonianze che raccontano il prestigio, la simbologia e l’immaginario del mondo romano imperiale, restituendo al pubblico figure di forte rilievo storico e iconografico.

Faustina, Domizia Lucilla e Lachesi

All’hotel Diana è esposta Faustina Maggiore, moglie di Antonino Pio e figura legata al potere femminile della Roma imperiale. All’hotel Universo trova posto Domizia Lucilla, esponente di primo piano dell’aristocrazia senatoriale e madre di Marco Aurelio. Allo Scalinata di Spagna è invece visibile Lachesi, una delle tre Parche, tornata leggibile nei suoi colori dopo il restauro. Nella tradizione romana era la divinità incaricata di misurare il filo della vita, un’immagine di forte valore simbolico.

Una nuova idea di valorizzazione culturale

Questa iniziativa mostra come la valorizzazione del patrimonio non debba necessariamente restare confinata negli spazi museali tradizionali. Portare opere antiche in luoghi frequentati ogni giorno significa creare nuove occasioni di incontro con la storia e ampliare il pubblico della cultura. Non si tratta di sostituire il museo, ma di costruire un dialogo diverso tra reperti, città e persone, rendendo il patrimonio più vicino e più presente nella vita quotidiana.


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10 Aprile 2026
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