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Onde, arte e mare, il nuovo linguaggio di Sanlorenzo

Waves inaugura Sanlorenzo Arts e racconta il mare come energia, trasformazione e visione culturale contemporanea

Onde, arte e mare, il nuovo linguaggio di Sanlorenzo

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A Casa Sanlorenzo la mostra Waves unisce scultura, pittura, suono e profumo in un percorso immersivo

Sanlorenzo apre una nuova fase del proprio percorso culturale con Waves, la prima mostra firmata da Sanlorenzo Arts. Non si tratta soltanto di un evento espositivo, ma di un progetto che sintetizza anni di dialogo tra impresa, creatività, design e ricerca artistica. In questo caso il mare non resta sullo sfondo come semplice suggestione estetica, ma diventa il cuore del racconto.

Un progetto che va oltre il lusso

Con Waves, Sanlorenzo rafforza una visione precisa, il lusso non coincide più soltanto con l’eccellenza materiale o con la perfezione dell’oggetto, ma con la capacità di produrre contenuti, relazioni e significato. L’arte, in questa prospettiva, non è un accessorio della marca, ma una componente strutturale della sua identità. Artigianalità, cultura del progetto e sensibilità contemporanea vengono così lette come parti dello stesso universo.

Il mare come idea in movimento

Nelle parole di Massimo Perotti, il mare rappresenta una condizione mutevole, mai del tutto stabile, che impone misura, attenzione e capacità di adattamento. È una dimensione in cui il controllo incontra continuamente l’imprevisto. Proprio da questo equilibrio instabile nasce anche il senso più profondo della mostra, dove trasformazione e cambiamento non vengono presentati come eventi eccezionali, ma come la regola stessa della realtà e dell’innovazione.

Casa Sanlorenzo diventa spazio culturale

Allestita a Casa Sanlorenzo durante la 61ma edizione della Biennale di Venezia, la mostra segna un passaggio importante anche sul piano simbolico. Dopo anni di collaborazioni con appuntamenti artistici di rilievo internazionale, Sanlorenzo sceglie infatti di assumere un ruolo ancora più diretto, dando continuità a un impegno culturale che ora trova una sua sede stabile. Il progetto, curato da Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo, trasforma gli spazi della casa in un percorso immersivo che coinvolge interni, giardino e ponte pedonale.

L’onda come metafora di identità e trasformazione

Il tema dell’onda attraversa tutta l’esposizione come principio universale di energia, passaggio e tensione dinamica. È un’immagine che descrive bene anche l’identità di Sanlorenzo, da sempre legata al mare e alla continua ricerca di un punto d’incontro tra innovazione e tradizione. L’onda, in questo contesto, non è solo una figura naturale, ma una chiave interpretativa per leggere la forma, il movimento e la relazione tra gli elementi.

Gli artisti storici e il superamento della forma statica

Nel percorso trovano spazio opere di Alexander Calder, Lucio Fontana e Fausto Melotti, tre protagonisti che hanno cambiato il modo di pensare la scultura nel Novecento. Le loro ricerche, pur molto diverse tra loro, condividono un dato centrale, la forma non è più chiusa e immobile, ma attraversata da ritmo, aperture, sospensioni e forze invisibili. È proprio questa idea di instabilità vitale a rendere il loro contributo coerente con il senso generale di Waves.

Il dialogo con il presente tra materia, luce e spazio

Accanto ai maestri storici, la mostra coinvolge anche artisti contemporanei come Tony Cragg e Christine Safa. Le sculture del primo sembrano svilupparsi in una metamorfosi continua, mentre le opere pittoriche della seconda si aprono a superfici leggere, atmosferiche, quasi sospese tra luce e colore. Il dialogo tra epoche diverse costruisce così un racconto coerente, in cui il visitatore viene invitato a percepire il mondo come un sistema di passaggi, vibrazioni e connessioni.

Le installazioni che ampliano l’esperienza

L’esposizione si estende anche all’architettura con interventi pensati appositamente per gli spazi di Casa Sanlorenzo. Marcello Maloberti, con ECHO, trasforma il ponte pedonale in un luogo di risonanza, mentre Friedrich Andreoni lavora sul giardino intrecciando suono, scultura e componenti naturali. In questo modo il percorso non si limita a mostrare opere, ma costruisce un ambiente da attraversare, in cui l’arte modifica la percezione dello spazio e il rapporto tra corpo, materia e paesaggio.

Dall’oceano al cosmo, una visione più ampia

Un contributo originale arriva anche dall’astrofisica Ersilia Vaudo Scarpetta, che introduce una riflessione capace di spingere il discorso oltre il visibile. Le sue interferenze testuali collegano il mare all’universo, ricordando che le onde non appartengono soltanto all’acqua, ma costituiscono il linguaggio di fenomeni fondamentali come luce, suono e onde gravitazionali. Il risultato è un ampliamento del tema iniziale, la trasformazione diventa la condizione generale dell’esistenza, non solo artistica ma cosmica.

Anche il profumo entra in scena

A rendere ancora più immersiva l’esperienza contribuisce il paesaggio olfattivo sviluppato con Xerjoff e ideato da Sergio Momo. La fragranza scelta, Uden Overdose, accompagna la visita con accenti agrumati, ambrati e ozonici, evocando una dimensione marina in costante movimento tra superficie e profondità. È un dettaglio che completa il progetto espositivo e conferma la volontà di coinvolgere il pubblico su più livelli sensoriali.

Un segnale culturale nel panorama italiano

Con Waves, Sanlorenzo non presenta soltanto una mostra, ma dichiara in modo netto la propria ambizione culturale. L’azienda si propone come soggetto capace di produrre visione, non solo manufatti di alta gamma. In un contesto in cui molte realtà del lusso cercano legittimazione attraverso l’arte, questa iniziativa prova a spostare il baricentro, dall’operazione di immagine alla costruzione di un discorso culturale riconoscibile. È qui che il progetto acquista peso, nel tentativo di trasformare il rapporto tra impresa, bellezza e pensiero contemporaneo.


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07 Maggio 2026
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