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Pontormo alle Scuderie del Quirinale, il Rinascimento oltre le regole

Pontormo protagonista a Roma di una grande mostra alle Scuderie del Quirinale, con oltre 130 opere dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027

Pontormo alle Scuderie del Quirinale, il Rinascimento oltre le regole

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Le Scuderie del Quirinale raccontano Pontormo attraverso dipinti, disegni e capolavori del Rinascimento fiorentino

Il Rinascimento italiano raccontato attraverso uno dei suoi protagonisti più originali. Dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, le Scuderie del Quirinale di Roma ospitano una grande mostra dedicata a Jacopo Carucci, detto Pontormo, maestro della pittura fiorentina del Cinquecento. L’esposizione riunisce oltre 130 opere e ripercorre l’evoluzione di un artista che contribuì a trasformare il linguaggio rinascimentale attraverso composizioni innovative, colori intensi e una particolare sensibilità espressiva.

Pontormo e la trasformazione della pittura rinascimentale

Nato a Pontorme, nei pressi di Empoli, nel 1494 e morto a Firenze nel 1557, Pontormo si formò nell’ambiente artistico fiorentino, entrando in contatto con alcune delle esperienze più importanti del Rinascimento. Il confronto con i grandi maestri del suo tempo contribuì alla costruzione di uno stile personale, destinato a influenzare lo sviluppo del Manierismo.

Nelle sue opere, l’equilibrio delle composizioni classiche lascia progressivamente spazio a figure allungate, movimenti complessi e colori utilizzati con grande libertà. I personaggi sembrano talvolta sospesi in ambienti difficili da definire, mentre gesti e sguardi assumono un ruolo centrale nella rappresentazione delle emozioni.

Una grande mostra monografica dopo settant’anni

L’esposizione romana rappresenta un’importante occasione per approfondire la conoscenza dell’artista. Nel 1956 Palazzo Strozzi, a Firenze, aveva ospitato una storica mostra dedicata a Pontormo e al primo Manierismo fiorentino. Settant’anni dopo, le Scuderie del Quirinale propongono un nuovo percorso monografico che permette di osservare le diverse fasi della sua produzione.

Il progetto è curato da Cristina Acidini, affiancata dagli studiosi Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani. La collaborazione con le Gallerie degli Uffizi e i prestiti provenienti da importanti istituzioni culturali consentono di riunire opere normalmente conservate in luoghi differenti.

Il Cinquecento fiorentino tra arte e cambiamenti politici

La vicenda artistica di Pontormo attraversa una fase particolarmente complessa della storia italiana. Firenze vive profondi cambiamenti politici, segnati dall’alternanza dei governi repubblicani e del potere mediceo, mentre guerre e trasformazioni sociali modificano gli equilibri della penisola.

In questo contesto, Pontormo lavora per committenze religiose e private, sviluppando un linguaggio pittorico che si allontana progressivamente dai modelli tradizionali. La sua ricerca si inserisce in una stagione nella quale gli artisti sperimentano nuove soluzioni compositive, attribuendo crescente importanza all’espressività delle figure e alla libertà nell’utilizzo del colore.

Oltre 130 opere per raccontare il percorso dell’artista

La mostra comprende oltre 130 opere, delle quali 84 attribuite a Pontormo, distribuite in dieci sezioni prevalentemente cronologiche. Dipinti, affreschi e disegni permettono di seguire l’evoluzione della sua pittura, dalle prime esperienze fiorentine fino ai lavori della maturità.

Il percorso comprende anche il manoscritto del Libro mio, il diario personale dell’artista, documento particolarmente significativo per avvicinarsi alla sua dimensione quotidiana e al suo modo di vivere e lavorare.

Dalle Gallerie degli Uffizi provengono 27 opere, tra cui la Cena in Emmaus, la Madonna con Bambino e San Giovannino e I diecimila Martiri. Altri prestiti arrivano da importanti istituzioni internazionali, tra cui il Museo del Louvre di Parigi, la National Gallery e il British Museum di Londra.

La Pietà e la forza espressiva della pittura di Pontormo

Tra le opere più significative dell’esposizione figura la Pietà, conosciuta anche come Trasporto di Cristo, realizzata tra il 1525 e il 1528 per la cappella Capponi nella chiesa di Santa Felicita a Firenze.

Il dipinto rappresenta uno degli esempi più riconoscibili dello stile maturo di Pontormo. Le figure si intrecciano in una composizione complessa, nella quale i corpi sembrano perdere il tradizionale rapporto con lo spazio. Le tonalità luminose e i movimenti dei personaggi contribuiscono a creare una scena di particolare intensità emotiva.

L’opera testimonia la capacità del pittore di affrontare un soggetto religioso tradizionale attraverso soluzioni figurative profondamente innovative, nelle quali il colore diventa uno degli strumenti principali della narrazione.

La Visitazione e il dialogo con l’arte contemporanea

Un ruolo importante nel percorso espositivo è affidato al tema della Visitazione, l’incontro tra Maria ed Elisabetta. Il soggetto compare attraverso un affresco giovanile proveniente dalla basilica della Santissima Annunziata di Firenze e ritorna nella parte conclusiva della mostra.

A chiudere il percorso è la celebre Visitazione di Carmignano, realizzata tra il 1528 e il 1532. Le quattro figure femminili, avvolte in abiti dai colori intensi, occupano uno spazio quasi sospeso, nel quale la dimensione religiosa si intreccia con una particolare attenzione ai gesti e alle espressioni.

L’opera ha influenzato anche l’artista contemporaneo Bill Viola, che ne ha ripreso l’impostazione nella videoinstallazione The Greeting. Il lavoro è annunciato dall’11 ottobre 2026 a Santa Maria Antiqua, nel Foro Romano, creando un collegamento tra la pittura del Cinquecento e il linguaggio del video contemporaneo.

Il Manierismo e l’eredità artistica di Pontormo

La ricerca di Pontormo rappresenta un passaggio importante nell’evoluzione della pittura italiana. La sua libertà compositiva, l’attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi e l’utilizzo espressivo del colore contribuiscono a definire alcuni degli elementi che caratterizzeranno il Manierismo.

Rispetto alla ricerca di equilibrio e proporzione tipica dell’Alto Rinascimento, le sue opere introducono una visione più complessa, nella quale la rappresentazione del corpo e dello spazio diventa occasione di sperimentazione.

Questa originalità rende Pontormo una figura fondamentale per comprendere le trasformazioni artistiche del Cinquecento e il progressivo sviluppo di linguaggi figurativi differenti da quelli della generazione precedente.

La mostra alle Scuderie del Quirinale fino al 7 febbraio 2027

L’esposizione è promossa da Ales - Scuderie del Quirinale, in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, ed è prodotta insieme alla casa editrice Electa.

La mostra è visitabile a Roma, in via XXIV Maggio 16, dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, con apertura ordinaria dalle 10.00 alle 20.00 e ultimo ingresso alle 19.00. Sono previste variazioni di orario in occasione di alcune festività.

Il percorso permette di osservare da vicino l’evoluzione di un artista che, partendo dalla tradizione rinascimentale, sviluppò un linguaggio autonomo e riconoscibile. La riunione di dipinti, disegni e documenti offre inoltre l’opportunità di comprendere il ruolo di Pontormo nella trasformazione della pittura fiorentina del XVI secolo.


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09 Ottobre 2026
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