Nel Settecento, quando il successo artistico era ancora prevalentemente riservato agli uomini, due donne riuscirono a conquistare le corti europee e a trasformare la pittura in una professione di prestigio internazionale. Alle Gallerie d’Italia di Napoli, dal 6 novembre 2026 al 7 marzo 2027, una mostra ripercorre le vicende di Angelica Kauffmann ed Élisabeth Louise Vigée Le Brun, protagoniste di un cambiamento che contribuì a ridefinire il ruolo femminile nella cultura europea.
Due artiste capaci di costruire il proprio successo
Nate a quattordici anni di distanza, Kauffmann nel 1741 e Vigée Le Brun nel 1755, le due pittrici svilupparono carriere differenti, accomunate dalla capacità di affermarsi in ambienti culturali e sociali particolarmente selettivi. Il riconoscimento ottenuto presso le aristocrazie europee consentì loro di raggiungere un’indipendenza professionale tutt’altro che scontata per le donne dell’epoca.
La mostra Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici ricostruisce queste esperienze attraverso 73 opere, tra dipinti, disegni, incisioni e sculture. Il percorso mette in relazione due personalità artistiche diverse, mostrando come entrambe abbiano saputo utilizzare il talento, le relazioni culturali e la propria reputazione per consolidare una posizione nel mondo dell’arte.
Angelica Kauffmann e la pittura tra storia e letteratura
Angelica Kauffmann sviluppò una produzione capace di attraversare diversi generi pittorici, dai soggetti storici alle allegorie, dalle composizioni ispirate alla letteratura ai ritratti. La sua formazione culturale e la frequentazione degli ambienti intellettuali europei contribuirono alla definizione di uno stile riconoscibile, particolarmente apprezzato dalla committenza internazionale.
La sua pittura testimonia una concezione dell’arte nella quale la rappresentazione della figura umana si accompagna a riferimenti culturali e narrativi. Questa versatilità le permise di operare in ambiti artistici nei quali la presenza femminile incontrava ancora importanti limitazioni.
Élisabeth Vigée Le Brun e il ritratto come espressione sociale
Diverso fu il percorso di Élisabeth Louise Vigée Le Brun, che conquistò fama soprattutto come ritrattista dell’aristocrazia europea. Tra i suoi soggetti più celebri figura Maria Antonietta, regina di Francia, rappresentata in numerosi dipinti che contribuirono a consolidare la reputazione dell’artista.
La capacità di interpretare l’identità e la posizione sociale dei personaggi raffigurati rese Vigée Le Brun una presenza ricercata negli ambienti di corte. La sua attività si estese oltre la Francia, raggiungendo importanti centri europei e la Russia, a testimonianza della dimensione internazionale della sua carriera.
Gli autoritratti raccontano la consapevolezza delle artiste
Tra le opere esposte assumono particolare rilievo due autoritratti provenienti dalle Gallerie degli Uffizi. Quello di Kauffmann risale al 1787, mentre il dipinto di Vigée Le Brun, realizzato nel 1789, fu donato dalla stessa pittrice alla prestigiosa collezione fiorentina.
Il confronto permette di approfondire un aspetto centrale dell’esposizione: il modo in cui le artiste rappresentavano sé stesse e il proprio ruolo professionale. Gli autoritratti diventano così testimonianze della consapevolezza con cui entrambe costruirono la propria immagine pubblica, andando oltre la semplice rappresentazione del volto.
Il rapporto con l’Italia e le corti europee
L’Italia ebbe un ruolo significativo nelle vicende personali e professionali delle due pittrici. Roma e Napoli, in particolare, furono luoghi di incontro tra artisti, collezionisti, aristocratici e intellettuali, all’interno di una rete culturale internazionale alimentata anche dai viaggi del Grand Tour.
L’esposizione approfondisce i rapporti delle protagoniste con la corte borbonica e con gli ambienti artistici italiani. La scelta di Napoli come sede della mostra consente quindi di valorizzare un legame storico che contribuì alla circolazione delle opere e alla fama internazionale delle due artiste.
Settantatré opere provenienti da importanti musei internazionali
Il progetto riunisce prestiti concessi da istituzioni italiane e straniere, tra cui il Musée du Louvre, la National Portrait Gallery di Londra, i Musei Capitolini, il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il National Museum of Women in the Arts di Washington.
La selezione comprende inoltre opere provenienti da altre prestigiose raccolte pubbliche e private. La varietà dei materiali esposti permette di osservare non soltanto i risultati artistici delle due protagoniste, ma anche il contesto culturale nel quale maturarono le rispettive esperienze.
Una mostra che amplia il racconto della storia dell’arte
Curata da Francesco Leone, Fernando Mazzocca ed Elisabetta Rasy, l’esposizione è organizzata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con il patrocinio del Comune di Napoli.
Il confronto tra Kauffmann e Vigée Le Brun offre l’occasione per rileggere una stagione della pittura europea attraverso due protagoniste che ottennero importanti riconoscimenti già durante la loro vita. Il loro successo documenta come alcune donne riuscirono a conquistare autorevolezza e autonomia professionale anche all’interno delle strutture sociali dell’Antico Regime.
La mostra alle Gallerie d’Italia di Napoli fino a marzo 2027
Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici è visitabile dal 6 novembre 2026 al 7 marzo 2027 alle Gallerie d’Italia di Napoli, in via Toledo 177. Il biglietto intero costa 8 euro, quello ridotto 4 euro, con ulteriori condizioni di gratuità previste dal museo.
L’esposizione restituisce al pubblico due percorsi artistici che contribuirono alla cultura europea tra Settecento e Ottocento. Il dialogo tra le opere permette di conoscere non soltanto le qualità pittoriche delle protagoniste, ma anche la loro capacità di ottenere riconoscimento in un sistema nel quale le opportunità professionali erano profondamente diseguali.
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Gallerie d’Italia, Angelica e Élisabeth. L’età delle donne pittrici
06 Novembre 2026
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