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Michele Mari vince il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra

Il Premio Strega 2026 premia Michele Mari, mentre Nucci e Pitzorno completano il podio della finale letteraria

Michele Mari vince il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra

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Michele Mari conquista il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra, davanti a Matteo Nucci e Bianca Pitzorno

Michele Mari ha vinto il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra, romanzo pubblicato da Einaudi. Il libro ha ottenuto 190 voti, imponendosi nella serata conclusiva del più seguito riconoscimento letterario italiano.

La vittoria conferma il ruolo centrale di Mari nella narrativa italiana contemporanea, autore capace di costruire mondi letterari complessi, ricchi di memoria, lingua e immaginazione. In questa edizione, il suo romanzo ha superato una sestina finale particolarmente varia, composta da opere diverse per stile, temi e case editrici.

Matteo Nucci al secondo posto

Alle spalle del vincitore si è classificato Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore, pubblicato da Feltrinelli. Il romanzo ha raccolto 152 voti, fermandosi a breve distanza dalla soglia dei duecento consensi e confermando l’interesse per una proposta narrativa legata alla filosofia, al sentimento e alla rilettura del pensiero classico.

Il risultato di Nucci evidenzia come il Premio Strega continui a premiare non solo la forza del racconto, ma anche la capacità di riportare nel dibattito culturale temi antichi attraverso una sensibilità contemporanea.

Bianca Pitzorno completa il podio

Il terzo posto è andato a Bianca Pitzorno con La sonnambula, edito da Bompiani, che ha ottenuto 84 voti. La sua presenza nella finale ha dato ulteriore rilievo a una carriera letteraria ampia e riconoscibile, attraversata da generi, pubblici e registri differenti.

Il piazzamento sul podio conferma l’attenzione del pubblico e della giuria verso un’autrice che ha segnato in modo significativo la narrativa italiana, mantenendo una voce personale e riconoscibile.

La classifica completa della sestina

Al quarto posto si è classificato Alcide Pierantozzi con Lo sbilico, pubblicato da Einaudi, con 78 voti. Quinta posizione per Teresa Ciabatti con Donnaregina, edito da Mondadori, che ha raccolto 75 voti. Sesta Elena Rui con Vedove di Camus, pubblicato da L’Orma, con 64 voti.

La distanza ravvicinata tra il quarto, il quinto e il sesto posto mostra una finale equilibrata nella parte centrale della classifica, con pochi voti a separare opere molto diverse tra loro.

Una partecipazione ampia al voto

I voti espressi sono stati 643, pari all’80,4% degli aventi diritto. Si tratta di un dato significativo, perché conferma l’attenzione intorno a una competizione letteraria che continua a rappresentare un momento di riferimento per editori, autori, lettori e operatori culturali.

Il seggio è stato presieduto da Andrea Bajani, vincitore del Premio Strega 2025 con L’anniversario, pubblicato da Feltrinelli.

Il Premio Strega e il peso della visibilità editoriale

La vittoria al Premio Strega non è soltanto un riconoscimento simbolico. Per un romanzo, entrare nella finale e arrivare alla proclamazione significa spesso raggiungere un pubblico più ampio, aumentare la presenza nelle librerie e ottenere una nuova attenzione mediatica.

Nel caso di I convitati di pietra, il successo di Michele Mari rafforza il percorso di un autore già molto stimato dalla critica e dai lettori più attenti. Il Premio Strega 2026 aggiunge ora un passaggio importante a una carriera letteraria costruita su una scrittura densa, colta e fortemente personale.

Una finale che racconta la narrativa italiana

L’edizione 2026 del Premio Strega ha messo insieme nomi consolidati e percorsi narrativi differenti, offrendo una fotografia interessante del panorama editoriale italiano. Dal romanzo filosofico alla narrazione più letteraria, dalla memoria alla sperimentazione, la sestina ha mostrato una pluralità di voci che rende ancora centrale il ruolo del premio nel dibattito culturale.

Con la vittoria di Michele Mari, il Premio Strega 2026 consegna il proprio riconoscimento a un libro che unisce ricerca stilistica e immaginario narrativo, confermando quanto la letteratura italiana sappia ancora muoversi tra tradizione, invenzione e nuove forme di racconto.


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09 Luglio 2026
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