Milano si prepara a vivere un’esperienza culturale che va oltre la classica mostra. Con Metafisica/Metafisiche, la città si trasforma in uno spazio narrativo diffuso, dove arte, pensiero e visione dialogano tra passato e presente. Un percorso che attraversa luoghi simbolici, discipline diverse e oltre un secolo di immaginario, invitando il pubblico a rileggere la Metafisica non come stagione chiusa, ma come linguaggio ancora vivo.
Un’idea di Metafisica che parla al presente
La Metafisica nasce nel Novecento, ma non resta confinata a una data o a uno stile. Come sottolinea il curatore Vincenzo Trione, si tratta di un pensiero che attraversa il tempo e continua a interrogare il nostro modo di guardare il mondo. È un’arte che non descrive la realtà, ma la sospende, la rende enigmatica, aprendo spazi di riflessione che parlano anche all’oggi.
Quattro musei, un unico racconto
Dal 28 gennaio al 21 giugno, il progetto si articola in quattro luoghi chiave della città: Palazzo Reale, Museo del Novecento, Palazzo Citterio e Gallerie d’Italia. Non sedi isolate, ma capitoli di un unico percorso che invita a muoversi nello spazio urbano come dentro una grande esposizione a cielo aperto.
Palazzo Reale, il cuore del progetto
Il punto di partenza è Palazzo Reale, dove sono presentate circa 400 opere. Qui prende forma il racconto della Metafisica dalle sue origini, con i protagonisti del gruppo nato a Ferrara nel 1917, fino alle risonanze contemporanee. Dai maestri storici come Giorgio de Chirico, Alberto Savinio e Giorgio Morandi, il percorso si apre a dialoghi inattesi che coinvolgono arti visive, fotografia, architettura, cinema, teatro, design, moda e musica. La Metafisica diventa così un lessico condiviso, capace di generare nuove immagini e nuove forme.
Milano come luogo metafisico
Al Museo del Novecento, la sezione Milano Metafisica esplora il rapporto tra il movimento e la città. Attraverso materiali d’archivio, bozzetti, fotografie e progetti scenografici, emerge il legame tra alcuni artisti metafisici e il capoluogo lombardo. Un focus particolare è dedicato a Ascolto il tuo cuore, città di Savinio, definito come un atto di amore profondo verso Milano, reinterpretato anche attraverso i Disegni per Savinio di Mimmo Paladino.
Morandi tra fotografia e visione contemporanea
Alle Gallerie d’Italia, il dialogo si concentra su Giorgio Morandi, osservato attraverso lo sguardo fotografico di Gianni Berengo Gardin, che racconta l’intimità dello studio bolognese del pittore. Alla Grande Brera, invece, Palazzo Citterio ospita un omaggio inedito di William Kentridge, che rilegge l’universo morandiano con una videoinstallazione sonora e sculture in cartone. Oggetti quotidiani che diventano presenze poetiche, sospese tra memoria e immaginazione.
Una città da attraversare a piedi
Come ricorda l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, da Piazza Duomo a Brera ci sono “duemila passi d’arte”. Una distanza fisica che diventa anche simbolica: Milano si propone come museo diffuso, dove il cammino del visitatore connette epoche, linguaggi e sensibilità diverse. Non un evento effimero, ma un progetto corale che restituisce alla Metafisica la sua forza generativa e invita a guardare la città come luogo di pensiero e visione.
Un progetto culturale che guarda oltre l’evento
Promosso dal ministero della Cultura e dal Comune di Milano, e accompagnato dalle pubblicazioni di Electa, Metafisica/Metafisiche si inserisce nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026. L’obiettivo è chiaro: valorizzare il patrimonio culturale della città andando oltre la logica dell’evento, riscoprendo Milano come spazio permanente di immaginazione e ricerca.
18 Gennaio 2026
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