Il segno può diventare materia, suggerire uno spazio e perfino provare a raccontare qualcosa che va oltre ciò che l’occhio riesce immediatamente a riconoscere. È intorno a questa ricerca che nasce Cosmografie, la mostra di Marina Bindella ospitata dal Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, a Roma, dal 26 settembre al 15 novembre 2026.
Curata da Ilaria Schiaffini, l’esposizione riunisce circa quaranta opere tra dipinti, xilografie, acquerelli, grandi installazioni polittiche e libri d’artista. Il percorso documenta soprattutto la produzione realizzata dal 2020 a oggi, affiancandola ad alcuni lavori precedenti utili a ricostruire l’evoluzione della ricerca dell’artista.
Il segno come origine della forma
Al centro di Cosmografie si trova il segno, considerato non semplicemente come elemento grafico, ma come principio capace di generare forma, luce e spazio. Le opere costruiscono così un percorso nel quale il gesto artistico diventa strumento per affrontare temi più ampi, dalle origini della materia alla struttura dell’universo.
Il rapporto tra ciò che è visibile e ciò che può essere soltanto immaginato attraversa serie differenti e nuclei tematici dedicati anche alla percezione del tempo. Ne emerge una ricerca nella quale pittura, grafica e installazione non costituiscono linguaggi separati, ma modalità diverse per esplorare una stessa idea.
Dalla xilografia alle grandi installazioni
La xilografia occupa da tempo un ruolo importante nel lavoro di Marina Bindella. L’artista, laureata in Storia dell’arte alla Sapienza Università di Roma e diplomata in Incisione alla Scuola di San Giacomo, ha sviluppato nel corso degli anni una ricerca che attraversa differenti tecniche grafiche e pittoriche.
La mostra romana permette di osservare questa evoluzione anche attraverso opere di grandi dimensioni. Tra quelle presentate figura Sui bordi del tempo I, realizzata nel 2023, un’installazione composta da otto pannelli intelaiati che raggiunge complessivamente i 7,80 metri di lunghezza.
Il libro d’artista come spazio di ricerca
Accanto alle opere su carta e alle installazioni, Cosmografie comprende una selezione di libri d’artista, un ambito al quale Bindella dedica particolare attenzione da molti anni. Dal 1991 l’artista pubblica libri realizzati in collaborazione con diverse realtà editoriali specializzate, esplorando il dialogo tra testo, immagine, stampa e struttura fisica del volume.
Questo interesse è legato anche alla sua attività didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove insegna Xilografia e Progettazione Grafica per il Libro d’Artista. Nel suo percorso il libro diventa quindi uno spazio autonomo di progettazione, nel quale tecniche incisorie, tipografia e immagini possono costruire una narrazione visiva.
Un percorso artistico sviluppato tra grafica e pittura
La prima mostra personale di Marina Bindella risale al 1980. Negli anni successivi il suo lavoro si è sviluppato attraverso linguaggi grafici e pittorici, con una presenza crescente della xilografia e dell’incisione.
Tra le tappe del suo percorso figurano una personale al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza nel 2015, una mostra al Museo di Castelvecchio di Verona e una all’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona nel 2017. Nel 2018 l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma le ha dedicato una mostra antologica curata da Claudio Zambianchi.
Nel 2023 Bindella ha inoltre pubblicato Il linguaggio dell’incisione, volume nel quale affronta la grafica non soltanto attraverso le tecniche di realizzazione, ma osservandola come un linguaggio dotato di proprie possibilità espressive.
Cosmografie a Villa Borghese
L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Roma, che ha sostenuto anche la pubblicazione del catalogo edito da De Luca Editori d’Arte.
La scelta del titolo Cosmografie sintetizza bene la direzione del percorso. Le opere non cercano di rappresentare letteralmente il cosmo, ma utilizzano segni, superfici e relazioni spaziali per interrogare materia, tempo e processi di formazione.
Una mostra per osservare il segno da un’altra prospettiva
Cosmografie permette di attraversare differenti fasi del lavoro di Marina Bindella mettendo in relazione opere recenti e ricerche sviluppate nel corso degli anni. Pittura, incisione, xilografia e libro d’artista convergono così in un percorso nel quale il segno diventa il punto di partenza per costruire immagini e riflettere sulla percezione dello spazio e del tempo.
La mostra resta aperta al Museo Carlo Bilotti fino al 15 novembre 2026, offrendo anche l’occasione per conoscere una ricerca artistica sviluppata per oltre quarant’anni attorno alle possibilità espressive della grafica e dell’immagine.
29 Settembre 2026
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