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l Max Mara Art Prize for Women cambia rotta, un premio che viaggia nel mondo

Un premio che viaggia nel mondo per sostenere artiste e promuovere uguaglianza e diversità culturale

l Max Mara Art Prize for Women cambia rotta, un premio che viaggia nel mondo

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Con Cecilia Alemani, il Max Mara Art Prize for Women rafforza il dialogo globale sull’arte femminile

Alla sua decima edizione, il Max Mara Art Prize for Women inaugura una nuova fase che segna una discontinuità netta con il passato. Il premio diventa nomadico, scegliendo di spostarsi a ogni edizione in un Paese diverso, con l’obiettivo di ampliare lo sguardo e rafforzare il dialogo internazionale attorno alla produzione artistica femminile contemporanea.

Un nuovo modello internazionale per il premio

La prima tappa di questo nuovo percorso è l’Indonesia, grazie alla collaborazione con il Museum MACAN, il primo museo di arte moderna e contemporanea del Paese, fondato nel 2017. Una scelta che riflette la volontà di aprirsi a contesti culturali extraeuropei, capaci di offrire prospettive diverse e nuovi stimoli alla ricerca artistica.

La curatela affidata a Cecilia Alemani

A guidare questa nuova versione del premio è Cecilia Alemani, direttrice e curatrice capo di High Line Art a New York. In accordo con Max Mara e Collezione Maramotti, Alemani individuerà di volta in volta la nazione e l’istituzione di riferimento, rendendo il premio un progetto dinamico e in costante evoluzione.

Sostenere artiste emergenti e mid career

Il nuovo corso del premio nasce con un obiettivo dichiarato: sostenere in modo sistematico e strutturale il lavoro di artiste emergenti e mid-career che si identificano nel genere femminile. Un impegno che supera la logica del singolo riconoscimento e punta a costruire opportunità concrete di crescita professionale e visibilità internazionale.

La fine di una collaborazione storica

Questa trasformazione segna anche la conclusione della collaborazione ventennale tra Max Mara, Collezione Maramotti e la Whitechapel Gallery di Londra. Una scelta che non rappresenta una chiusura, ma l’avvio di una nuova fase orientata a creare ponti culturali con altre parti del mondo e a stimolare una maggiore pluralità di linguaggi artistici.

Uguaglianza, diversità e modelli per il futuro

Secondo quanto dichiarato, il premio intende continuare a rappresentare un contributo concreto al progresso verso una reale uguaglianza di opportunità per le artiste, promuovendo al tempo stesso diversità espressive e offrendo ispirazione e modelli positivi alle nuove generazioni. L’arte viene così intesa come spazio di confronto globale, capace di valorizzare differenze culturali e geografiche.

Una giuria internazionale e multidisciplinare

La giuria di questa edizione, presieduta da Cecilia Alemani, sarà composta da Venus Lau, direttrice del Museum MACAN, dalla curatrice Amanda Ariawan, dalla gallerista Megan Arlin e dalla collezionista Evelyn Hali. Un insieme di competenze che riflette l’impostazione internazionale e inclusiva del nuovo corso del premio.


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27 Gennaio 2026
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