Nel Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano la memoria dei Pontefici passa anche attraverso le immagini. Dal 7 settembre 2026, accanto ai Papi che nei secoli hanno visitato questo luogo di devozione mariana, c’è anche Leone XIV. Un nuovo affresco lo ritrae raccolto in preghiera davanti alla venerata immagine della Madonna, inserendolo in una tradizione che unisce arte, fede e storia della Chiesa.
Un’immagine che racconta un legame personale
Il nuovo dipinto non rappresenta soltanto una visita ufficiale. Il rapporto tra Robert Francis Prevost e la Madre del Buon Consiglio ha radici lontane, legate alla sua formazione nell’Ordine di Sant’Agostino. La Provincia agostiniana del Midwest, nella quale entrò da giovane religioso, è infatti intitolata proprio a Nostra Madre del Buon Consiglio. Negli anni trascorsi a Roma, il futuro Pontefice avrebbe poi frequentato più volte il santuario di Genazzano.
Non sorprende quindi che, appena due giorni dopo la sua elezione al soglio pontificio, Leone XIV abbia scelto proprio questa cittadina laziale come destinazione della sua prima uscita pubblica fuori dal Vaticano. Un gesto che, osservato oggi, appare quasi come il primo capitolo di una storia destinata a proseguire.
Leone XIV accanto ai Pontefici del passato
La cappella conserva già le immagini di diversi Papi legati al santuario. Tra questi Urbano VIII, che raggiunse Genazzano nel 1630 durante gli anni della peste, Pio IX, pellegrino nel 1864, Giovanni XXIII, che vi si recò nel 1959, e Giovanni Paolo II, presente nel 1993 prima del viaggio apostolico in Albania.
Il ritratto di Leone XIV completa così uno spazio rimasto fino ad oggi privo di decorazione e aggiunge un nuovo protagonista a una sorta di racconto per immagini che attraversa diversi secoli. Più che una semplice galleria di ritratti, le pareti della cappella diventano in questo modo una testimonianza visibile del rapporto tra il santuario e i Pontefici che vi hanno pregato.
Il lavoro di Marco Innocenzi
A realizzare l’affresco è stato Marco Innocenzi, incisore e pittore con un passato professionale nel Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani. L’opera mostra Leone XIV di profilo, rivolto verso l’immagine della Madonna, secondo una composizione definita dopo diversi studi e bozzetti preparatori.
La tecnica scelta è quella tradizionale dell’affresco, una modalità di pittura tanto antica quanto esigente. Il lavoro è stato suddiviso in dodici porzioni di intonaco, ciascuna delle quali doveva essere completata nell’arco della giornata. Anche la collocazione, a circa cinque metri dal pavimento, ha richiesto una progettazione prospettica accurata affinché la figura mantenesse proporzioni corrette una volta osservata dal basso.
Un dettaglio che guarda a Leone XIII
Nell’affresco compare anche un riferimento significativo a Leone XIII. Sul inginocchiatoio è infatti presente il suo stemma, quasi a costruire un collegamento ideale tra i due Pontefici. Leone XIII fu particolarmente devoto alla Madre del Buon Consiglio e nel 1903 elevò il santuario alla dignità di basilica romana minore, contribuendo inoltre alla diffusione del culto mariano nella Chiesa.
Il richiamo assume quindi un valore che va oltre l’elemento decorativo. La presenza dello stemma introduce nell’opera il tema della continuità, creando una relazione tra epoche differenti e tra Pontefici accomunati dalla devozione verso lo stesso luogo.
Genazzano, cinque secoli di devozione
La storia del santuario precede naturalmente quella dei suoi visitatori più illustri. Da oltre cinque secoli Genazzano custodisce l’immagine della Madre del Buon Consiglio, divenuta nel tempo meta di pellegrinaggi internazionali e uno dei riferimenti più importanti della spiritualità agostiniana.
Nel 2026 ricorre inoltre il 130º anniversario della proclamazione della Madre del Buon Consiglio come Patrona dell’Albania e degli albanesi, avvenuta per volontà di Leone XIII. In occasione della ricorrenza la Basilica è stata dichiarata Chiesa Giubilare, rafforzando ulteriormente il valore simbolico di un anno nel quale anche il ritratto del nuovo Pontefice entra a far parte della cappella.
Quando un affresco diventa memoria
Un ritratto può sembrare un elemento immobile, destinato semplicemente a decorare una parete. In luoghi come Genazzano, però, assume un significato diverso. Ogni immagine ricorda una presenza, una visita, un momento della storia della Chiesa e il rapporto personale che ciascun Pontefice ha costruito con il santuario.
Con l’affresco di Leone XIV, questa storia continua nel presente. Il Papa non viene rappresentato nella solennità di una cerimonia ufficiale, ma nella dimensione più semplice della preghiera, rivolto verso quella stessa immagine davanti alla quale era tornato pochi giorni dopo l’inizio del suo pontificato. Ed è forse proprio questa scelta a rendere il nuovo dipinto particolarmente coerente con la storia del luogo, dove arte e memoria rimangono al servizio di una devozione che attraversa le generazioni.
10 Settembre 2026
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