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La Gam di Torino accoglie Sabrina Mezzaqui nella collezione contemporanea

Sabrina Mezzaqui entra nella collezione della Gam con un’opera dedicata a scrittura, pensiero e memoria filosofica

La Gam di Torino accoglie Sabrina Mezzaqui nella collezione contemporanea

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La Gam di Torino acquisisce I quaderni di Hannah Arendt di Sabrina Mezzaqui grazie al Piano per l’arte contemporanea 2026

La Gam di Torino entra tra i musei selezionati dal Piano per l’arte contemporanea 2026, il programma promosso dalla Direzione generale creatività contemporanea del Ministero della Cultura per sostenere l’acquisizione di opere realizzate negli ultimi settant’anni. Un riconoscimento che permetterà al museo torinese di arricchire la propria collezione con un lavoro di Sabrina Mezzaqui, artista da sempre legata a una ricerca sottile sulla parola, sul tempo e sulla trasformazione del pensiero in gesto artistico.

Un nuovo ingresso nella collezione della Gam

Il progetto selezionato nell’ambito dell’Avviso pubblico Pac 2026, Ambito 1, è curato da Elena Volpato, Conservatore del museo. Al centro dell’acquisizione c’è l’opera I quaderni di Hannah Arendt, realizzata da Sabrina Mezzaqui tra il 2017 e il 2021.

L’ingresso dell’opera nella collezione della Gam rappresenta un passaggio significativo, perché consolida l’attenzione del museo verso pratiche artistiche contemporanee capaci di unire ricerca concettuale, manualità e riflessione culturale. Non si tratta soltanto di conservare un oggetto d’arte, ma di accogliere un processo creativo che mette in dialogo scrittura, memoria e pensiero.

I quaderni di Hannah Arendt tra scrittura e contemplazione

L’opera è composta da 29 quaderni rilegati a mano, ciascuno con una copertina in stoffa ricamata. I motivi decorativi richiamano l’estetica del Bauhaus, mentre le pagine interne sono scritte con inchiostro blu notte su carta utilizzata per atti giuridici e amministrativi.

In questo lavoro la scrittura non ha solo una funzione documentaria. Diventa materia, ritmo, esercizio di attenzione. La copiatura si trasforma in un atto creativo lento, quasi meditativo, attraverso il quale il pensiero di Hannah Arendt viene attraversato, riletto e riportato dentro una dimensione fisica. La parola scritta, così, non resta chiusa nella pagina, ma assume una presenza concreta.

La pratica artistica di Sabrina Mezzaqui

Nel percorso di Sabrina Mezzaqui la lettura e la scrittura sono spesso al centro di una ricerca che invita a rallentare. I suoi lavori sembrano chiedere allo spettatore di fermarsi, osservare, seguire il tempo necessario alla formazione di un segno o alla ripetizione di un gesto.

I quaderni di Hannah Arendt sintetizza bene questa poetica. L’opera mostra come la ripetizione non sia necessariamente meccanica, ma possa diventare ascolto. Copiare un testo, in questo caso, significa ripensarlo. La mano segue la parola, ma allo stesso tempo la interpreta, la trattiene e la restituisce in una nuova forma.

Il dialogo con Ernst Gombrich e il senso dell’ordine

La presentazione dell’opera avverrà all’interno di una mostra ospitata negli spazi della Videoteca della Gam. In questa occasione, il lavoro sarà messo in relazione con una nuova opera video in fase di realizzazione, nella quale Mezzaqui torna a riflettere sul tema del Senso dell’ordine.

Il riferimento è al celebre saggio di Ernst Gombrich, pubblicato nel 1979 e dedicato alle arti decorative. Non è un richiamo casuale, perché Mezzaqui aveva già dedicato a quel testo un’ampia opera su carta nel 2002. Il nuovo progetto sembra quindi proseguire un percorso iniziato molti anni prima, riportando l’attenzione su ordine, decorazione, ritmo visivo e struttura del pensiero.

Una mostra alla Gam dal 3 dicembre 2026

L’esposizione aprirà al pubblico il 3 dicembre 2026 e resterà visitabile fino al 4 aprile 2027. La mostra si inserisce nella Quinta Risonanza della programmazione della Gam, confermando il ruolo del museo come spazio di approfondimento e confronto sulla ricerca artistica contemporanea.

La scelta della Videoteca come luogo espositivo aggiunge un ulteriore livello di lettura. Il rapporto tra i quaderni e il video consente infatti di mettere in relazione il tempo della scrittura con quello dell’immagine in movimento, costruendo un dialogo tra pratiche diverse ma unite da una stessa attenzione al gesto, alla forma e alla percezione.

Un quaderno Corraini accompagnerà l’acquisizione

L’ingresso de I quaderni di Hannah Arendt nella collezione della Gam sarà accompagnato da una pubblicazione edita da Edizioni Corraini. Il quaderno sarà dedicato all’opera e offrirà un ulteriore strumento di lettura per comprendere il valore del progetto.

In questo modo, l’acquisizione non si limita alla conservazione museale, ma diventa anche occasione di studio, racconto e divulgazione. La pubblicazione permetterà di avvicinare il pubblico al processo creativo di Sabrina Mezzaqui e al significato di un lavoro che unisce arte contemporanea, filosofia, memoria e artigianalità.

Un’opera che trasforma il pensiero in materia

La presenza di Sabrina Mezzaqui nella collezione della Gam conferma l’importanza di una ricerca artistica capace di lavorare sul confine tra testo e immagine, tra concetto e manualità. I quaderni di Hannah Arendt non sono soltanto quaderni da osservare, ma tracce di un tempo dedicato al pensiero.

In un’epoca in cui tutto sembra correre, l’opera propone un gesto opposto, leggere, copiare, ricamare, rileggere. Un esercizio paziente che restituisce alla parola una presenza fisica e al pensiero una forma visibile. La Gam, con questa acquisizione, accoglie un lavoro che invita il pubblico a guardare la scrittura non come semplice contenuto, ma come esperienza.


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11 Agosto 2026
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