Per la prima volta Villa Freya, storica dimora nel cuore di Asolo, in provincia di Treviso, apre i propri ambienti interni al pubblico dell’arte. Dal 26 settembre 2026 al 24 gennaio 2027 gli spazi della villa ospiteranno “Klimt a Villa Freya. Bellezza e natura nelle grafiche d’arte”, un percorso dedicato a Gustav Klimt e alla cultura artistica della Secessione viennese.
Non si tratta soltanto di una mostra inserita in un edificio di particolare fascino. Il progetto nasce infatti dal dialogo tra le opere esposte, la storia della villa e la figura di Freya Stark, viaggiatrice e scrittrice britannica che abitò a lungo questa casa, contribuendo a costruire quel rapporto con il viaggio, il paesaggio e la bellezza che ancora oggi ne caratterizza l’identità.
Oltre sessanta opere per scoprire un Klimt meno conosciuto
Curata da Elena Ledda, l’esposizione riunisce oltre sessanta collotipie, tre disegni originali e alcuni rari esemplari d’epoca di Ver Sacrum, la rivista che rappresentò l’organo ufficiale della Secessione viennese.
Una parte consistente delle opere proviene dalla collezione privata dello studioso d’arte Fiorenzo Silvestri. Attraverso questo nucleo, il percorso consente di avvicinarsi a un aspetto della produzione di Klimt meno immediatamente associato alle sue immagini più celebri, soffermandosi sulla grafica, sul segno e sulle sperimentazioni visive sviluppate nell’ambiente culturale viennese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
La Secessione viennese tra arte e rinnovamento
L’opera di Klimt è strettamente legata alla nascita della Secessione viennese, movimento fondato nel 1897 da un gruppo di artisti intenzionati a superare le convenzioni accademiche dell’epoca e ad aprire nuovi spazi alla ricerca artistica.
In questo contesto Ver Sacrum ebbe un ruolo centrale. La rivista divenne infatti uno degli strumenti attraverso i quali pittura, grafica, architettura e arti decorative poterono dialogare all’interno di una nuova concezione estetica. La presenza in mostra di alcuni esemplari originali permette quindi di ricostruire non soltanto il lavoro di Klimt, ma anche l’ambiente culturale nel quale le sue opere presero forma.
Villa Freya diventa parte della mostra
A rendere particolare l’esposizione è soprattutto il luogo scelto per ospitarla. Villa Freya non nasce come museo o spazio espositivo, ma come casa privata, con ambienti, memorie e paesaggi che diventano parte integrante dell’esperienza.
I visitatori potranno quindi osservare le opere all’interno di una dimensione raccolta, molto diversa da quella delle grandi esposizioni museali. Il percorso è pensato per creare un rapporto diretto tra arte, architettura e natura, trasformando la visita in un’esperienza che accompagna gradualmente alla scoperta delle opere.
Il legame con Freya Stark e il paesaggio di Asolo
La scelta di Villa Freya porta inevitabilmente alla figura di Freya Stark, esploratrice, scrittrice e viaggiatrice britannica che trascorse ad Asolo una parte importante della propria vita.
La villa conserva ancora oggi il ricordo di quella sensibilità aperta al viaggio, all’osservazione dei luoghi e al rapporto con la natura. Elementi che trovano un punto di incontro con il mondo di Klimt, nel quale il paesaggio, i motivi floreali e la rappresentazione della natura occupano uno spazio significativo accanto ai celebri ritratti e alle figure femminili.
Klimt incontra gli artisti veneti
Il percorso non rimane circoscritto all’esperienza viennese. Alcune opere provenienti da altre collezioni private introducono infatti un confronto tra Gustav Klimt e artisti legati al Veneto.
Tra questi figurano Teodoro Wolf Ferrari, Vittorio Zecchin e Carlo Scarpa, autori appartenenti a periodi e linguaggi differenti ma accomunati, in modi diversi, da una particolare attenzione alla decorazione, alla materia, allo spazio e alla relazione tra arte e ambiente.
Il confronto permette così di ampliare la lettura della mostra, osservando come alcune delle trasformazioni culturali sviluppatesi tra Vienna e l’Europa centrale abbiano trovato risonanze anche nella cultura artistica italiana.
Una mostra fuori dagli spazi museali tradizionali
La scelta di aprire per la prima volta gli interni di Villa Freya a un progetto espositivo rappresenta uno degli elementi più interessanti dell’iniziativa voluta da Monica Masin e Diego Carron, proprietari della dimora dal 2006.
Qui l’opera non viene isolata dal contesto, ma inserita in un ambiente che conserva una propria identità. Stanze, architettura, giardino e paesaggio entrano idealmente nel percorso, creando una relazione tra ciò che viene esposto e il luogo che lo accoglie.
Dal 26 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, Villa Freya offre quindi l’occasione di conoscere una parte meno consueta dell’universo di Gustav Klimt e, allo stesso tempo, di entrare in uno dei luoghi storici più suggestivi di Asolo. Un incontro tra arte, memoria e natura che prova a restituire la visita a una dimensione più personale e raccolta.
25 Settembre 2026
© ICOE
https://www.icoe.it/magazine.do?dettagli=klimtavillafreyadiasolo&key=1790323240
Editoriale realizzato dalla I.CO.E.
Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Copywriters
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P., Francesca N. e Roberto C.
Indice articoli
centrostudi@icoe.it
+39.06.5654.8962 phone
+39.338.146.147.6 infoline
+39.06.2331.8513 fax
Messaggio WhatsApp
Privacy e Cookies (GDPR)
ICOE | grippi associati
Via Giosué Carducci, 10
00187 Roma IT
PI 14592991005
GoogleMap
Data Center: Via C. Pavese RM-EUR
30th Anniversary 1996–2026
© 1996, grippi associati | centro studi ICOE. Tutti i diritti sono riservati.