Nel mese di marzo Roma accoglie un evento culturale di rilievo internazionale, la prima grande esposizione italiana interamente dedicata a Katsushika Hokusai, uno degli artisti più influenti della storia dell’arte. Una mostra che non si limita a celebrare un maestro giapponese, ma racconta un dialogo profondo tra culture, visioni e linguaggi artistici che hanno attraversato i secoli.
Un artista universale tra Giappone e Occidente
Katsushika Hokusai (1760–1849) è noto al grande pubblico per opere iconiche come La grande onda presso Kanagawa, immagini entrate nell’immaginario collettivo globale. La sua influenza ha attraversato i confini geografici e culturali, lasciando un segno profondo nell’arte occidentale e ispirando artisti come Claude Monet, Vincent Van Gogh e l’intero movimento degli Impressionisti. Il suo sguardo sulla natura, sul movimento e sulla vita quotidiana ha anticipato una sensibilità sorprendentemente moderna.
Palazzo Bonaparte come ponte culturale
La mostra Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese apre il 27 marzo a Palazzo Bonaparte, nel cuore di Roma. L’esposizione ripercorre l’intero arco creativo dell’artista attraverso oltre 200 opere, offrendo una visione completa della sua evoluzione stilistica e del suo contributo alla cultura visiva universale. Un percorso che permette di cogliere la profondità di un autore capace di rinnovarsi continuamente.
Dalla Grande Onda al Monte Fuji
Il percorso espositivo include capolavori legati alla tradizione come Le cinquantatré stazioni del Tōkaidō, le celebri Trentasei vedute del Monte Fuji e naturalmente La grande onda, simbolo di equilibrio e potenza naturale. Accanto a queste opere, trovano spazio lavori più sperimentali e rivoluzionari, come i famosi Manga, che testimoniano la libertà creativa e l’inesauribile curiosità di Hokusai.
Il significato originario dei Manga
Come spiegato dalla curatrice Beata Romanowicz, il termine manga nasce proprio da Hokusai e indicava «schizzi che fluiscono liberamente dal pennello». Un’accezione lontana dal significato attuale, ma fondamentale per comprendere l’approccio dell’artista al disegno come gesto spontaneo, narrativo e aperto. Questa visione ha contribuito a definire un linguaggio che ancora oggi influenza la cultura visiva contemporanea.
Oltre le stampe, un racconto di vita e spiritualità
La mostra non si limita alle opere grafiche. Accanto ai lavori di Hokusai sono esposti libri rarissimi e oggetti preziosi della tradizione giapponese, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi, spade e strumenti musicali classici. I costumi tradizionali accompagnano il percorso, creando una connessione visiva tra arte, vita quotidiana e spiritualità, restituendo un quadro complesso e autentico della cultura giapponese.
Un progetto istituzionale e internazionale
L’esposizione si inserisce nelle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone. Promossa dal Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, della Regione Lazio e del Comune di Roma, la mostra è curata da Beata Romanowicz in collaborazione con il Museo Nazionale di Cracovia ed è prodotta e organizzata da Arthemisia.
28 Gennaio 2026
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