La pittura può ancora sorprendere, disturbare, emozionare e costringere chi guarda a fermarsi davanti a un corpo, a un volto, a una presenza umana. È questa una delle ragioni per cui la mostra dedicata a Jenny Saville a Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, assume un significato particolare nel panorama dell’arte contemporanea.
Dal 28 marzo al 22 novembre 2026, la città lagunare accoglie una grande esposizione dedicata a una delle artiste più influenti della pittura figurativa contemporanea. Non si tratta soltanto di una raccolta di opere, ma di un percorso che attraversa decenni di ricerca, dagli anni Novanta fino ai lavori più recenti, mostrando come il corpo umano possa diventare materia pittorica, riflessione sociale e luogo di interrogazione visiva.
Una grande mostra veneziana dedicata a Jenny Saville
L’esposizione a Ca’ Pesaro rappresenta la prima ampia presentazione dell’opera di Saville a Venezia. Un dato non secondario, perché la città conserva una relazione profonda con la storia della pittura, con il colore, con la materia e con quella tradizione visiva che ha attraversato secoli senza perdere forza.
La mostra, curata da Elisabetta Barisoni, riunisce oltre trenta dipinti e disegni, includendo opere considerate centrali nella produzione dell’artista. Il percorso consente di osservare l’evoluzione del suo linguaggio, il modo in cui la figura umana viene ingrandita, scomposta, interrogata e restituita allo spettatore con una potenza che difficilmente lascia indifferenti.
Il corpo come territorio della pittura contemporanea
Nelle opere di Saville il corpo non è mai un semplice soggetto da rappresentare. È materia viva, superficie, peso, identità, trasformazione. La carne, il volto, la pelle e il gesto pittorico diventano elementi di una riflessione più ampia sulla percezione del corpo nella società contemporanea.
La sua pittura affronta temi che riguardano il modo in cui guardiamo gli altri e noi stessi. Non cerca l’idealizzazione, non addolcisce la figura, non riduce il corpo a immagine rassicurante. Al contrario, lo presenta nella sua complessità, nella sua presenza fisica, nelle sue vulnerabilità e nella sua forza. È una pittura che parla di natura umana, ma lo fa senza semplificare.
Dagli anni Novanta a oggi, un percorso dentro la figura
Nata a Cambridge nel 1970, Saville si è formata alla Glasgow School of Art tra il 1988 e il 1992, trascorrendo anche un periodo di studio all’Università di Cincinnati. Proprio il confronto con la scena artistica americana, unito al dialogo con i maestri antichi e moderni, ha contribuito a definire una pittura intensa, fisica e stratificata.
La sua generazione è spesso associata ai Young British Artists, il gruppo di artisti britannici emerso tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Saville, però, ha seguito una strada fortemente legata alla pittura, riportando al centro la figura umana e il potenziale espressivo dell’olio su tela in un momento in cui molti linguaggi contemporanei sembravano guardare altrove.
Il dialogo con Venezia e con i maestri del passato
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è il rapporto tra le grandi tele dell’artista e il contesto veneziano. Ca’ Pesaro non è un contenitore neutro, ma un luogo in cui la pittura moderna e contemporanea incontra una città segnata da una tradizione artistica potentissima.
Le opere monumentali di Saville entrano così in dialogo ideale con i maestri del passato, in particolare con la scuola pittorica veneziana. Il colore, la materia, la fisicità della pittura e la tensione emotiva diventano ponti tra epoche diverse. In questo confronto, l’arte contemporanea non appare come una rottura isolata, ma come una nuova voce dentro una lunga storia visiva.
Un ciclo inedito come omaggio alla città lagunare
La parte conclusiva del percorso presenta un ciclo inedito di dipinti realizzati dall’artista in omaggio a Venezia e pensati per Ca’ Pesaro. È un passaggio importante, perché trasforma la mostra in qualcosa di più di una retrospettiva o di un racconto cronologico.
L’omaggio alla città lagunare diventa una dichiarazione d’amore verso la pittura e verso la sua capacità di rinnovarsi. Venezia, spesso raccontata come luogo della memoria, viene qui confermata anche come spazio vivo di innovazione culturale, capace di accogliere linguaggi contemporanei senza perdere il legame con la propria storia.
Perché questa mostra riguarda anche il nostro modo di guardare
Visitare una mostra di Jenny Saville significa confrontarsi con immagini che non chiedono uno sguardo distratto. Le sue figure impongono attenzione, perché mostrano il corpo fuori dagli schemi più comuni della bellezza, della misura e della rappresentazione idealizzata.
In un’epoca dominata da immagini veloci, ritoccate e consumate in pochi secondi, la pittura di Saville invita a un tempo diverso. Davanti alle sue tele, il corpo torna a essere presenza, domanda, materia e racconto. E forse proprio per questo la mostra veneziana diventa un appuntamento significativo non solo per chi segue l’arte contemporanea, ma anche per chi vuole capire come la pittura possa ancora parlare del nostro tempo.
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Fonte Jenny Saville a Ca’ Pesaro
12 Agosto 2026
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