Torna a precedente

Un murale che sceglie di non mostrarsi, erotica come gesto politico nello spazio urbano

A Bologna un murale invisibile interroga lo sguardo pubblico e il potere della rappresentazione

Un murale che sceglie di non mostrarsi, erotica come gesto politico nello spazio urbano

Condividi

Erotica di Alba Fabre Sacristán, quando l’assenza diventa un gesto politico nello spazio urbano

A volte l’arte pubblica non si impone con la visibilità, ma con l’assenza. È da questa tensione che nasce Erotica, l’opera realizzata dalla muralista spagnola Alba Fabre Sacristán a Bologna, un intervento che interroga lo sguardo, il desiderio e il potere di decidere cosa può essere visto nello spazio comune.

Un’opera pubblica che si sottrae allo sguardo

L’intervento pittorico viene realizzato sulla bacheca esterna della Casa di Quartiere 2 Agosto 1980, in via Turati, ma non resterà visibile dalla strada. Una volta conclusa, l’opera sarà infatti coperta da un involucro di veli, rendendo impossibile una fruizione diretta e immediata. Una scelta che non è tecnica né casuale, ma parte integrante del progetto artistico.

Il contesto di art city e il progetto curatoriale

L’iniziativa rientra nel programma ufficiale di Art City, in calendario tra il 5 e l’8 febbraio. Erotica nasce da un progetto della Casa di Quartiere 2 Agosto 1980 insieme all’aps Maap – Atelier d’Arte Pubblica, con la curatela di Stefania Dubla. Un lavoro collettivo che intreccia arte, spazio urbano e riflessione critica, collocando l’intervento all’interno di un preciso orizzonte culturale e politico.

La crepa nello sguardo moralizzante

Ogni murale di Alba Fabre Sacristán, spiegano i promotori, rappresenta “l’insinuazione di una crepa nel potere moralizzante dello sguardo pubblico”. In questo caso, la crepa non è solo simbolica ma anche fisica: l’opera esiste, ma viene sottratta alla vista. È presente senza concedersi, mettendo in discussione l’idea stessa di visibilità come requisito dell’arte pubblica.

Corpo femminile e rappresentazione storica

Per la prima volta a Bologna, l’artista sviluppa una riflessione pittorica sul modo in cui lo sguardo maschile ha storicamente costruito la rappresentazione del corpo femminile e del suo erotismo. Uno sguardo che, nel tempo, ha occupato il posto del desiderio, sottraendo alle donne la possibilità di autorappresentarsi nello spazio pubblico attraverso la propria sessualità.

Un’opera che non chiede giustificazioni

Erotica non cerca alibi né giustificazioni iconografiche. Esiste, e nel suo esistere rivendica uno spazio che la città spesso nega. La sua presenza è politica, ma non aggressiva: non si impone, non urla, non conquista. Come spiegano i promotori, l’opera “pulsa, accompagna chi passa a interrogarsi su cosa davvero scegliamo di vedere e su ciò che, da sempre, scegliamo di nascondere”.

L’assenza come forma di presenza

La scelta di coprire il murale trasforma l’assenza in linguaggio. Non vedere diventa parte dell’esperienza, costringendo lo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo, sulle aspettative e sui meccanismi che regolano la visibilità del corpo, del desiderio e dell’erotismo nello spazio pubblico. In questo senso, Erotica non è solo un’opera, ma un dispositivo critico che agisce nel tempo e nella coscienza di chi attraversa la città.


Condividi

02 Febbraio 2026
© ICOE
https://www.icoe.it/magazine.do?dettagli=eroticaalbafabresacristan&key=1770025636

Cultura Magazine

Editoriale realizzato dalla I.CO.E.
Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.

Copywriters
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P., Francesca N. e Roberto C. Indice articoli


Precedente

Centro studi per enti culturali non profit

ICOE centro studi
Centro studi su innovazione,
comunicazione ed etica

LANGUAGE

ICOE | grippi associati
Via Giosué Carducci, 10
00187 Roma IT
PI 14592991005
GoogleMap
Data Center: Via C. Pavese RM-EUR

30th Anniversary 1996–2026
© 1996, grippi associati | centro studi ICOE. Tutti i diritti sono riservati.