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L’Elba ritrova le sculture di Giò Pomodoro

L’Elba celebra i trent’anni delle sculture in granito realizzate da Giò Pomodoro nell’estate del 1996

L’Elba ritrova le sculture di Giò Pomodoro

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Un percorso tra Poggio, Pomonte e San Piero racconta il legame tra Giò Pomodoro, granito e memoria elbana

L’isola d’Elba si prepara a riportare al centro dell’attenzione una pagina importante della propria storia artistica recente, quella legata all’estate del 1996 e alla presenza di Giò Pomodoro. A trent’anni da quella stagione creativa, il territorio celebra le opere monumentali che l’artista realizzò in granito, trasformando materia, paesaggio e memoria collettiva in un racconto ancora oggi visibile.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Marciana e dalla Pro Loco Marciana Elba, propone un nuovo percorso tematico dedicato alle sculture rimaste sull’isola. Un itinerario che non guarda soltanto alle opere come oggetti d’arte, ma anche ai luoghi, alle persone e alla tradizione del lavoro sul granito che ne hanno ispirato la nascita.

Un’estate diventata memoria artistica

Nel 1996 Giò Pomodoro lavorò all’Elba realizzando una serie di sculture monumentali dedicate agli abitanti dell’isola e alla loro memoria. Non si trattò di una semplice esperienza espositiva, ma di un intervento profondamente legato al territorio, alla sua pietra e alla cultura materiale di chi, per generazioni, ha conosciuto e lavorato il granito.

Quella stagione lasciò sull’isola quattro opere significative. A Poggio si trovano il Pilastro Dioniso e la Fontana Okeanos, mentre a Pomonte, in piazza del Calello, è presente il Sedile per Due. La Tavola degli Antenati, invece, si trova attualmente nella cava di San Piero, in attesa di un intervento di restauro.

Il granito come materia viva dell’isola

Il rapporto tra l’artista e l’Elba passò anche attraverso la cava di San Piero, luogo centrale per comprendere il significato di questo progetto. Il granito non fu scelto come materiale neutro, ma come elemento identitario, capace di raccontare la forza dell’isola, la sua storia e il sapere dei cavatori.

Le sculture nate in quell’estate possono essere lette come presenze antiche e contemporanee allo stesso tempo. Sono opere che dialogano con il paesaggio e sembrano appartenere ai luoghi in cui sono state collocate, quasi fossero emerse dalla memoria stessa del territorio.

Un percorso tra opere, mostra e video testimonianza

Dal 25 agosto al 31 ottobre 2026 il nuovo percorso tematico accompagnerà visitatori e residenti alla scoperta delle opere monumentali, dell’esposizione allestita nella chiesa di San Niccolò a Poggio e di una video-testimonianza dedicata alla ricerca artistica e territoriale.

Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni locali, associazioni del territorio e collezionisti privati dell’Elba. Un lavoro condiviso che restituisce valore a un patrimonio artistico diffuso, spesso conosciuto solo in parte, ma capace di raccontare un capitolo importante del rapporto tra arte contemporanea e paesaggio insulare.

Gli appuntamenti di inaugurazione

L’inaugurazione è prevista martedì 25 agosto alle ore 18,30 a Poggio, nella chiesa di San Niccolò. Il giorno successivo, mercoledì 26 agosto alle ore 21,30, nella Fortezza Pisana di Marciana, saranno presentati il video e l’intero percorso della ricerca.

Questi appuntamenti rappresentano l’avvio di una riscoperta che non si limita alla celebrazione di un anniversario. L’obiettivo è ricostruire il senso di un’esperienza artistica che ha unito scultura, materia locale, memoria collettiva e luoghi dell’isola, offrendo una lettura più ampia del lavoro svolto da Pomodoro all’Elba.

L’arte site specific e il dialogo con il territorio

Come ha ricordato Rossella Farinotti, direttrice esecutiva dell’Archivio Giò Pomodoro, le opere realizzate dall’artista per luoghi specifici hanno sempre indagato temi legati alla collettività, alla storia e all’estetica dei territori. Prima di creare, Pomodoro studiava il contesto, osservava i materiali, ascoltava le competenze locali e costruiva un rapporto consapevole con l’ambiente destinato ad accogliere l’opera.

In questo senso, le sculture elbane non sono semplici installazioni collocate in uno spazio pubblico. Sono lavori pensati per l’isola, nati dal confronto con la sua materia, con la sua storia e con le persone che quella materia la conoscevano da vicino.

Un tributo ai cavatori e alla storia elbana

Le quattro sculture realizzate per l’Elba possono essere considerate anche un omaggio ai cavatori della cava di San Piero. Il granito, accostato al ferro, diventa il linguaggio attraverso cui Pomodoro restituisce dignità e visibilità a un lavoro antico, faticoso e profondamente legato all’identità dell’isola.

La mostra e il percorso consentono inoltre di avvicinarsi alla fase preparatoria delle opere, grazie agli appunti e ai disegni dell’artista. Materiali preziosi che permettono di comprendere come l’idea scultorea sia maturata prima della sua realizzazione e quanto fosse stretto il legame tra progetto, materia e luogo.

Un anniversario che guarda oltre la celebrazione

Celebrare i trent’anni della produzione artistica di Giò Pomodoro all’Elba significa anche interrogarsi sul valore delle opere pubbliche e sulla necessità di conservarle, raccontarle e renderle accessibili. La presenza di queste sculture nel paesaggio elbano rappresenta una risorsa culturale che merita attenzione, cura e continuità.

Il nuovo percorso tematico offre così l’occasione per riscoprire un episodio artistico di grande intensità, ma anche per riflettere sul rapporto tra arte contemporanea, memoria locale e identità dei territori. In un’isola abituata a raccontarsi attraverso il mare, il granito diventa qui un’altra voce, solida e silenziosa, capace di custodire storie, lavoro e bellezza.


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20 Agosto 2026
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