A Roma, tra memoria e sperimentazione, venti artisti rileggono l’eredità di uno scultore che ha vissuto tra culture diverse e ha immaginato un futuro senza confini. La mostra dedicata a Hendrik Christian Andersen riporta al centro una figura affascinante e ancora attuale, capace di unire l’Europa e l’America attraverso l’arte.
Una mostra tra Italia e Stati Uniti
Dal 16 febbraio al 19 aprile la Casa Museo Hendrik Christian Andersen ospita la collettiva “Una visione internazionale - Libri d’artista - Omaggio a Hendrik Christian Andersen”. Venti artisti, dieci italiani e dieci americani, interpretano la doppia anima dello scultore attraverso opere originali. L’esposizione nasce da un dialogo culturale che attraversa l’oceano, mettendo in relazione sensibilità e percorsi differenti.
Curatori e protagonisti del progetto
Il progetto è coordinato da Maria Giuseppina Di Monte e vede la curatela di John David O’Brien per la sezione americana e di Stefania Severi per quella italiana, con la collaborazione di Veronica Brancati. Gli artisti coinvolti provengono in parte dall’area di Los Angeles e in parte dal contesto romano, rafforzando così l’idea di uno scambio internazionale che riflette la biografia stessa di Andersen.
Il libro d’artista come forma di interpretazione
Al centro della mostra ci sono venti libri d’artista, ognuno diverso per materiali, tecniche e linguaggi. Non semplici omaggi, ma vere e proprie riletture creative che prendono spunto dall’opera e dalla visione dello scultore norvegese. Ogni libro diventa un percorso personale, un modo per confrontarsi con la sua idea di arte come strumento di comunicazione universale.
La doppia identità di Andersen
Nato a Bergen nel 1872, Hendrik Christian Andersen fu uno dei tanti artisti stranieri sedotti dal fascino di Roma. Dal 1899 scelse di stabilirsi nella capitale, dove fece costruire Villa Helene, oggi sede del museo a lui dedicato. Qui si trova ancora il suo studio di scultore, trasformato in spazio espositivo. La mostra dialoga con questo luogo, mettendo in evidenza le sue due anime, americana e italiana, in un confronto che resta sorprendentemente attuale.
Un sogno utopico chiamato Centro Mondiale della Comunicazione
Gran parte della vita di Andersen fu dedicata a un progetto visionario, il Centro Mondiale della Comunicazione. Per promuovere questa idea pubblicò un volume prestigioso, “Creation of a World Centre of Communication”, arricchito da mappe, disegni e testi esplicativi. Il progetto non fu mai realizzato, ma i materiali preparatori sono oggi conservati nell’archivio storico della Casa Museo e in parte visibili nel percorso permanente.
Un dialogo che continua nel presente
La mostra non si limita a celebrare una figura del passato, ma riattiva un dialogo contemporaneo tra culture, linguaggi e visioni. Attraverso i libri d’artista, il pubblico è invitato a riscoprire Andersen come artista internazionale, anticipatore di un’idea di comunicazione globale che oggi appare più attuale che mai.
16 Febbraio 2026
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