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Cambellotti riapre le sue sale a Castel Sant’Angelo

Dal 20 maggio 2026 le Sale Cambellotti tornano visitabili con un percorso tra opere, tessili restaurati e paesaggi sonori

Cambellotti riapre le sue sale a Castel Sant’Angelo

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Castel Sant’Angelo riapre le Sale Cambellotti con una mostra dedicata a tessili, decorazione e memoria storica

A Castel Sant’Angelo torna visibile uno degli spazi più affascinanti e meno frequentati del monumento romano. Dal 20 maggio 2026 riaprono al pubblico le Sale Cambellotti, decorate tra il 1925 e il 1926 da Duilio Cambellotti per accogliere le bandiere dei reggimenti sciolti dopo la Prima guerra mondiale.

La riapertura arriva in un anno dal forte valore simbolico, a cent’anni dalle decorazioni realizzate dall’artista e a centocinquant’anni dalla sua nascita. L’occasione è accompagnata dalla mostra Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia, un percorso che mette in relazione arti decorative, tessili, grafica, pittura monumentale e memoria storica.

Le sale decorate tra memoria e visione

Le sale coinvolte nel progetto sono la Sala delle Colonne, la Sala dei Reparti d’Assalto e la Sala della Cavalleria. Ambienti nati con una funzione precisa, custodire le bandiere militari dei reparti sciolti al termine del conflitto, ma trasformati da Cambellotti in spazi carichi di simboli e suggestioni.

In queste stanze la decorazione non è un semplice ornamento. Diventa racconto visivo, memoria collettiva, linguaggio capace di unire la solennità del luogo alla forza sintetica delle forme. Le pareti e le volte parlano attraverso alberi, cavalli, vessilli e scudi, elementi che appartengono al repertorio dell’artista e che costruiscono un ponte tra natura, guerra e identità nazionale.

Una mostra che dialoga con gli ambienti

La mostra, curata da Luca Mercuri, non si presenta come una monografica tradizionale. Il percorso sceglie piuttosto la forma del racconto, ricostruendo l’immaginario di Duilio Cambellotti attraverso opere provenienti dall’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti.

Sculture, tempere, manifesti e disegni sono esposti sotto le volte decorate dall’artista, creando un rapporto diretto tra il laboratorio creativo e la dimensione monumentale. Il visitatore può così osservare non solo il risultato finale, ma anche il processo visivo che porta Cambellotti a trasformare un motivo, una linea o un’immagine in una forma compiuta.

Dalle stoffe orientali alla decorazione monumentale

Uno degli aspetti più interessanti del percorso riguarda il rapporto tra Cambellotti e i tessili. L’artista, che nel 1940 si definì “un autodidatta”, costruì il proprio linguaggio attraversando culture, materiali e suggestioni diverse, senza restare chiuso dentro un modello accademico.

Le stoffe anatoliche acquistate a Costantinopoli nel 1898, i ricami orientali e i motivi geometrici della moda europea degli anni Venti diventano parte di un archivio visivo personale. Da queste fonti nasce un linguaggio essenziale, dove ogni elemento decorativo sembra perdere il superfluo per diventare segno, ritmo, struttura.

I tessili restaurati esposti per la prima volta

Particolarmente rilevante è la presenza dei tessili appartenuti all’artista, donati a Castel Sant’Angelo da Francesco Tetro. Dopo un accurato restauro, questi materiali vengono esposti per la prima volta, offrendo al pubblico una chiave di lettura preziosa del metodo creativo di Cambellotti.

Nella Sala delle Colonne, sotto la grande corona d’alloro dipinta a trompe-l’œil, le stoffe non appaiono come semplici documenti decorativi. Dialogano con le opere e con l’architettura, mostrando come l’artista osservasse il mondo per trasformarlo in forma. In questo dialogo non c’è una gerarchia rigida tra arte maggiore e arte applicata, ma una continuità profonda tra materia, immagine e decorazione.

Castel Sant’Angelo e il recupero degli spazi storici

La riapertura delle Sale Cambellotti si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione degli ambienti storici di Castel Sant’Angelo. Negli ultimi anni il monumento ha già visto il recupero dell’Appartamento del Castellano e del Passetto di Borgo, due luoghi fondamentali per comprendere la complessità storica dell’edificio.

Il nuovo allestimento prosegue idealmente il percorso avviato con la mostra Castel Sant’Angelo 1911–1925. L’Alba di un Museo, dedicata alle grandi esposizioni che contribuirono alla nascita del museo nazionale nel clima celebrativo del cinquantenario dell’Unità d’Italia. Non è un dettaglio secondario che anche il manifesto di quella stagione fosse opera di Cambellotti.

Il suono come estensione dello spazio

Accanto alla dimensione visiva, il progetto dedica attenzione anche all’esperienza sensoriale. Il percorso è accompagnato da due paesaggi sonori immersivi, pensati non come semplice sottofondo musicale, ma come strumenti per ampliare la percezione degli ambienti decorati.

Il primo paesaggio sonoro nasce da texture elettroacustiche derivate dal suono del violoncello. Il secondo prende forma da rumori naturali, come bandiere mosse dal vento, galoppi e nitriti, trasformati in una materia acustica sospesa e lontana. In questo modo la mostra invita il visitatore non solo a guardare, ma anche ad ascoltare lo spazio.

Accessibilità e partecipazione culturale

Un altro elemento centrale del progetto è l’accessibilità. In un monumento complesso come Castel Sant’Angelo, rendere la visita più inclusiva significa intervenire con strumenti capaci di accompagnare pubblici diversi, senza ridurre la qualità dell’esperienza.

La mostra introduce tour virtuali immersivi, riproduzioni tattili tridimensionali, traslitterazioni in Braille e dispositivi sonori realizzati in collaborazione con Handy Systems Onlus. È un approccio che riflette una crescente attenzione verso forme di partecipazione culturale più aperte, in linea con il lavoro della Direzione generale Musei.

Un artista capace di trasformare tutto in forma

Il titolo della mostra, Tutto diventa forma, sintetizza bene la ricerca di Cambellotti. Nel suo lavoro la materia non resta mai semplice materia, il tessuto non è soltanto tessuto, il simbolo non è mai solo decorazione. Ogni elemento osservato viene rielaborato fino a diventare parte di un sistema visivo coerente.

Proprio per questo la riapertura delle Sale Cambellotti non rappresenta soltanto il recupero di tre ambienti storici. È anche l’occasione per rileggere un artista capace di muoversi tra pittura, grafica, scultura, arti applicate e decorazione monumentale, con una libertà ancora oggi sorprendente.

Informazioni sulla mostra

Titolo
Cambellotti. Tutto diventa forma. Tessili e decorazione tra visione e materia

Sede
Castel Sant’Angelo, Sale Cambellotti, Sala delle Colonne, Sala della Cavalleria, Sala dei Reparti d’Assalto

Date
Dal 20 maggio al 6 settembre 2026

A cura di
Luca Mercuri

Collaborazione scientifica
Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti

Promosso da
Pantheon e Castel Sant’Angelo, Direzione Musei nazionali della città di Roma

Indirizzo
Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello, 50, Roma

Orari
Dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 19.30, ultimo ingresso ore 18.30. Chiuso il lunedì


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23 Giugno 2026
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