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Brera nella città, gli affreschi nascosti arrivano all’Università Cattolica

Con Brera nella città, opere del Quattrocento e Cinquecento escono dai depositi e incontrano studenti, visitatori e cittadini

Brera nella città, gli affreschi nascosti arrivano all’Università Cattolica

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Trentasette affreschi della Pinacoteca di Brera tornano visibili negli spazi dell’Università Cattolica di Milano

Un patrimonio rimasto per anni lontano dallo sguardo del pubblico torna finalmente visibile nel cuore di Milano. Trentassette affreschi appartenenti alla Pinacoteca di Brera, realizzati tra la fine del XIV e la metà del XVI secolo, sono oggi esposti negli spazi del campus milanese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, trasformando aule, corridoi e ambienti universitari in un percorso diffuso dedicato alla storia dell’arte.

Un museo diffuso nel campus milanese

Il progetto prende il nome di Brera nella città e porta fuori dai tradizionali spazi museali opere che, per ragioni di conservazione, dimensioni e disponibilità espositiva, non potevano essere presentate stabilmente nelle sale della Pinacoteca.

Il risultato è un itinerario che avvicina studenti, docenti, visitatori e cittadini a una parte meno conosciuta delle collezioni di Brera, con opere attribuite ad artisti come Bergognone, Bernardino Luini, Bernardino Lanino e Bernardo Zenale.

Trentasette opere salvate dalla dispersione

Gli affreschi raccontano anche una pagina complessa della storia del patrimonio artistico milanese. Molte delle opere provengono infatti da chiese, conventi ed edifici religiosi soppressi o distrutti durante l’età napoleonica.

Per evitarne la perdita definitiva furono distaccate dalle pareti originarie e trasformate in opere mobili. Una soluzione che ne ha consentito la conservazione, ma che le ha inevitabilmente private del contesto architettonico per il quale erano state concepite.

Dai depositi di Brera a nuovi spazi espositivi

Le dimensioni di alcuni affreschi e l’ampiezza delle raccolte hanno reso nel tempo difficile la loro esposizione permanente all’interno della Pinacoteca.

Da questa esigenza nasce l’idea di valorizzare opere conservate nei depositi attraverso nuovi luoghi di fruizione, rendendo accessibile un patrimonio che altrimenti resterebbe conosciuto soprattutto dagli studiosi.

Il campus dell’Università Cattolica diventa così una sorta di estensione urbana del museo, in cui l’arte non viene semplicemente trasferita, ma inserita in un ambiente frequentato quotidianamente da migliaia di persone.

Una collaborazione tra istituzioni milanesi

Alla base dell’iniziativa c’è la collaborazione avviata nel 2025 tra Università Cattolica, Pinacoteca di Brera e Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.

L’obiettivo condiviso è quello di mettere in relazione istituzioni culturali e luoghi della formazione, ampliando le possibilità di accesso al patrimonio artistico e costruendo nuovi percorsi di conoscenza all’interno della città.

La rettrice Elena Beccalli ha sottolineato proprio questo aspetto, spiegando come il progetto rappresenti una nuova forma di cooperazione tra importanti realtà culturali milanesi e rafforzi la vocazione dell’ateneo come luogo aperto alla città.

L’arte fuori dai confini del museo

L’operazione si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dei depositi museali, che custodiscono spesso migliaia di opere impossibili da esporre contemporaneamente.

Il direttore generale della Grande Brera, Angelo Crespi, ha collegato il progetto anche alle nuove politiche di valorizzazione delle collezioni non esposte dei musei statali, evidenziando come il trasferimento temporaneo degli affreschi in Università Cattolica permetta di rendere nuovamente visibili importanti testimonianze della pittura lombarda del Quattrocento e del Cinquecento.

Una nuova relazione tra università e patrimonio culturale

Portare opere storiche all’interno di un’università significa anche modificare il rapporto quotidiano con l’arte. Gli affreschi non vengono incontrati necessariamente durante una visita programmata a un museo, ma diventano parte di un ambiente di studio, ricerca e formazione.

È un modello che può contribuire a rendere il patrimonio culturale più presente nella vita della città, creando occasioni di incontro anche per chi normalmente frequenta poco gli spazi museali.

Milano riscopre opere rimaste a lungo invisibili

Con Brera nella città, Milano recupera quindi una parte del proprio patrimonio artistico e la restituisce alla collettività attraverso una forma espositiva diversa da quella tradizionale.

Non si tratta soltanto di trovare uno spazio alternativo per opere conservate nei depositi. Il progetto propone un modo differente di intendere il museo, meno concentrato entro i confini di un singolo edificio e più disposto a dialogare con università, istituzioni e luoghi della vita urbana.

E forse è proprio questo il valore più interessante dell’iniziativa, permettere a opere nate secoli fa per essere parte della vita quotidiana di tornare, ancora una volta, in mezzo alle persone.


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16 Settembre 2026
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