Trentatré anni trascorsi in carcere, una condanna all’ergastolo e infine l’assoluzione nel processo di revisione. La vicenda giudiziaria di Beniamino Zuncheddu arriva al cinema con Zustìssia, opera prima di Francesco Piras, nelle sale dal 15 ottobre 2026 dopo l’anteprima dell’8 ottobre in Sardegna. Il film ricostruisce la lunga battaglia che ha portato alla riapertura del caso e alla sentenza del 26 gennaio 2024.
Dal triplice omicidio di Sinnai alla condanna all’ergastolo
La storia ha origine l’8 gennaio 1991 sui monti di Sinnai, nel sud della Sardegna. Tre pastori vengono uccisi e una quarta persona rimane gravemente ferita. Zuncheddu, all’epoca giovane allevatore di Burcei, viene accusato della strage e successivamente condannato all’ergastolo.
La sua vicenda attraversa oltre tre decenni di storia giudiziaria italiana. Dopo anni di detenzione, la difesa intraprende un percorso per ottenere la revisione del processo, fino alla sospensione della pena nel novembre 2023 e alla successiva decisione della Corte d’appello di Roma.
L’assoluzione dopo circa 33 anni di carcere
Il 26 gennaio 2024 la Corte d’appello di Roma assolve Zuncheddu nel processo di revisione e revoca la condanna all’ergastolo. Nelle motivazioni depositate successivamente viene specificato che l’assoluzione è stata pronunciata ai sensi dell’articolo 530, comma 2, del codice di procedura penale.
La vicenda è diventata uno dei casi giudiziari italiani più discussi degli ultimi anni, anche per l’eccezionale durata della detenzione. Determinante nel percorso verso la revisione è stato il lavoro dell’avvocato Mauro Trogu, che ha seguito per anni la battaglia legale.
Zustìssia porta la vicenda sul grande schermo
Da questa storia nasce Zustìssia, film diretto da Francesco Piras e tratto dal libro Io sono innocente, scritto da Zuncheddu insieme a Trogu. La pellicola dura 111 minuti ed è distribuita in Italia da PiperFilm.
A interpretare Beniamino Zuncheddu è Fabrizio Ferracane, mentre Michele Riondino veste i panni dell’avvocato Mauro Trogu. Nel cast figurano anche Geppi Cucciari, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella e Philippine Leroy-Beaulieu.
Cucciari interpreta Irene Testa, esponente del Partito Radicale e Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Regione Sardegna, una delle figure che hanno sostenuto Zuncheddu nel percorso verso la revisione.
Una storia raccontata partendo dalle persone
Il film non si limita alla successione degli avvenimenti processuali. Al centro ci sono anche gli anni sottratti alla vita quotidiana, il rapporto con la famiglia e con la Sardegna e il lavoro delle persone che hanno continuato a occuparsi del caso.
Ferracane ha spiegato di avere incontrato Zuncheddu e di essersi concentrato soprattutto sui suoi gesti e sui suoi silenzi per costruire il personaggio. Riondino ha sottolineato invece la responsabilità legata al racconto di una vicenda reale e la possibilità di studiarne direttamente gli atti.
Le parole di Beniamino Zuncheddu dopo il film
Alla presentazione romana del film è intervenuto lo stesso Zuncheddu, oggi 62enne. Ha raccontato di essersi emozionato vedendo Zustìssia, perché le immagini lo hanno riportato al momento in cui iniziò la vicenda che avrebbe segnato gran parte della sua vita.
Ha spiegato che durante la detenzione si è sostenuto attraverso la fede, la speranza e il pensiero della famiglia e del paese che continuavano a credere in lui. A oltre due anni dal ritorno in libertà, ha anche dichiarato che “nessuno mi ha mai chiesto scusa”.
Zuncheddu ha inoltre riferito di non avere ancora ricevuto il principale risarcimento richiesto per l’ingiusta detenzione. Ha invece ottenuto 30 mila euro per le condizioni di detenzione in celle piccole e sovraffollate.
Il significato di Zustìssia
Il titolo utilizza la parola sarda per “giustizia” e racchiude il tema intorno al quale è costruito il film. La sceneggiatura è firmata da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili, con la partecipazione dello stesso Mauro Trogu.
La produzione presenta Zustìssia come un film d’inchiesta e d’impegno civile, ma anche come un racconto di amicizia, affetti e ricerca della verità. Accanto alla dimensione giudiziaria emerge il legame di Zuncheddu con le montagne della Sardegna, luoghi dai quali è rimasto lontano durante i decenni trascorsi in carcere.
Dal caso giudiziario a una riflessione sulla giustizia
Portare questa vicenda al cinema significa trasformare una complessa storia processuale in un racconto accessibile anche a chi non ne ha seguito negli anni gli sviluppi. Il film ricostruisce il percorso che ha condotto alla revisione e restituisce una dimensione personale agli oltre tre decenni trascorsi da Zuncheddu in carcere.
Zustìssia arriva nelle sale italiane il 15 ottobre 2026. Al di là della ricostruzione cinematografica, resta il dato intorno al quale ruota l’intera vicenda: tra la condanna e l’assoluzione nel processo di revisione è trascorsa gran parte della vita adulta di Beniamino Zuncheddu.
07 Ottobre 2026
© ICOE
https://www.icoe.it/magazine.do?dettagli=beniaminozunchedduarrivaalcinema&key=1791363928
Editoriale realizzato dalla I.CO.E.
Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Copywriters
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P., Francesca N. e Roberto C.
Indice articoli
centrostudi@icoe.it
+39.06.5654.8962 phone
+39.338.146.147.6 infoline
+39.06.2331.8513 fax
Messaggio WhatsApp
Privacy e Cookies (GDPR)
ICOE | grippi associati
Via Giosué Carducci, 10
00187 Roma IT
PI 14592991005
GoogleMap
Data Center: Via C. Pavese RM-EUR
30th Anniversary 1996–2026
© 1996, grippi associati | centro studi ICOE. Tutti i diritti sono riservati.