La maturità 2026 entra nella fase decisiva. Mancano ormai pochi giorni alla prima prova scritta e, con l’avvicinarsi del 18 giugno, torna anche il rito collettivo della notte prima degli esami, tra ripassi, ansie, messaggi tra compagni e quella sensazione particolare di essere davanti a un passaggio importante.
Quest’anno saranno 527.607 gli studenti coinvolti, tra 513.479 candidati interni e 14.128 candidati esterni. Le commissioni saranno 13.989, per un totale di 27.884 classi. La maggior parte degli studenti arriva dai licei, con 273.854 candidati, seguiti dagli istituti tecnici con 167.136 e dagli istituti professionali con 86.617.
La prima prova scritta il 18 giugno
Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 18 giugno alle 8.30, quando inizierà la prova scritta di italiano. È la prova comune a tutti gli indirizzi scolastici e rappresenta, come sempre, il vero ingresso ufficiale nell’esame di Stato.
Gli studenti avranno a disposizione sei ore per completare il lavoro e non potranno lasciare l’aula prima che siano trascorse almeno tre ore dall’inizio della prova. Le tracce saranno sette, articolate nelle tre tipologie previste, analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità.
Cosa portare e cosa evitare
Per affrontare la prima prova sarà necessario avere con sé un documento d’identità, le penne e il dizionario di lingua italiana. I fogli protocollo timbrati saranno invece forniti direttamente dalla scuola, come avviene abitualmente durante le prove ufficiali.
Massima attenzione, invece, a smartphone, smartwatch, tablet e auricolari. L’uso o il possesso non autorizzato di dispositivi elettronici può comportare conseguenze molto serie, fino all’esclusione dall’esame. Meglio quindi lasciare fuori dall’aula tutto ciò che potrebbe creare problemi, anche quando sembra innocuo.
Sette tracce per raccontare competenze diverse
La prova di italiano non serve soltanto a verificare la capacità di scrivere correttamente. Attraverso le sette tracce, lo studente può scegliere il percorso più vicino alle proprie competenze, alla propria sensibilità e al modo in cui riesce a organizzare un ragionamento.
Gli argomenti potranno toccare ambiti artistici, letterari, storici, filosofici, scientifici, tecnologici, economici e sociali. Una varietà che permette di valorizzare approcci diversi, dalla lettura critica di un testo alla capacità di sostenere una tesi, fino alla riflessione su temi di attualità.
La seconda prova cambia in base all’indirizzo
Il giorno successivo, giovedì 19 giugno, sarà la volta della seconda prova scritta. A differenza della prima, uguale per tutti a livello nazionale, questa prova varia in base all’indirizzo di studio frequentato.
Tra le materie previste ci sono Latino al liceo classico, Matematica al liceo scientifico, Scienze umane al liceo delle Scienze umane ed Economia aziendale per gli istituti tecnici del settore economico, indirizzo Amministrazione, finanza e marketing. La prova, quindi, entra nel cuore del percorso scolastico seguito da ciascun candidato.
Tempi diversi per la seconda prova
Se per il tema di italiano la durata è uguale per tutti, la seconda prova ha tempi differenti a seconda dell’indirizzo. In molti licei, come classico, scientifico, linguistico e Scienze umane, la durata minima è di sei ore.
Nei licei artistici, invece, la prova può svilupparsi anche su più giorni, fino a tre. È una differenza legata alla natura stessa del lavoro richiesto, che in alcuni percorsi non si limita alla soluzione di quesiti o alla scrittura, ma può prevedere elaborazioni progettuali più articolate.
Il nuovo orale e il peso della partecipazione
Una delle novità più rilevanti riguarda il colloquio orale. Da quest’anno la partecipazione attiva diventa un elemento essenziale dell’esame. Non sarà più possibile, in pratica, considerare l’orale come una formalità da affrontare con distacco se i crediti accumulati sembrano già garantire la sufficienza.
La mancata partecipazione attiva al colloquio, salvo situazioni comprensibili come smarrimento o vuoto mentale, potrà portare direttamente alla bocciatura. È un cambiamento importante, perché restituisce centralità alla prova orale e al confronto diretto tra candidato e commissione.
Addio allo spunto a sorpresa
Cambia anche l’avvio del colloquio. Viene archiviato lo spunto a sorpresa proposto dai docenti, che negli ultimi anni aveva rappresentato uno dei momenti più temuti dagli studenti.
Il candidato inizierà invece con una riflessione personale sul proprio percorso di studi. Questa introduzione potrà essere sostenuta dagli elementi presenti nel curriculum dello studente, offrendo così una partenza più collegata all’esperienza individuale e meno affidata all’improvvisazione del momento.
Le materie, il lavoro e l’educazione civica
Dopo la riflessione iniziale, il colloquio si concentrerà su quattro materie fisse, diverse per ciascun indirizzo e indicate dal ministero dell’Istruzione a fine gennaio. Sarà quindi una prova strutturata, con un perimetro più definito rispetto al passato.
Un altro momento sarà dedicato ai Percorsi di formazione scuola lavoro, nei quali il maturando dovrà illustrare le esperienze svolte durante il triennio. Successivamente entrerà in gioco l’Educazione Civica, con un confronto su Costituzione, diritti di cittadinanza e sostenibilità ambientale.
Un colloquio tra 40 e 60 minuti
La prova orale avrà una durata compresa tra 40 e 60 minuti. Non si tratta quindi di una semplice interrogazione finale, ma di un passaggio articolato, pensato per mettere insieme conoscenze, percorso personale, competenze trasversali ed esperienze formative.
Per gli studenti sarà importante arrivare preparati, ma anche capaci di raccontare il proprio percorso con ordine. L’esame, soprattutto nell’orale, non valuta soltanto ciò che si ricorda, ma anche come si collega, si espone e si interpreta ciò che è stato studiato.
La maturità come passaggio collettivo
Ogni anno la maturità torna con numeri, regole e materie diverse, ma conserva lo stesso valore simbolico. È un esame scolastico, certo, ma anche un rito di passaggio che coinvolge studenti, famiglie, docenti e intere generazioni.
Per molti ragazzi sarà l’ultima prova prima dell’università, del lavoro o di una scelta ancora da definire. Per questo la maturità 2026 non è soltanto una sequenza di scritti e orali, ma un momento in cui si chiude un percorso e se ne apre un altro, con tutte le incertezze e le possibilità che questo comporta.
09 Giugno 2026
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